19 novembre 2019
Aggiornato 10:30

L'addio di Cutrone e le incongruenze del Milan

Proseguono le scelte anacronistiche dei rossoneri, in preda ancora ad una pericolosa e rischiosa confusione

Patrick Cutrone, attaccante appena ceduto dal Milan al Wolverhampton
Patrick Cutrone, attaccante appena ceduto dal Milan al Wolverhampton ANSA

MILANO - Patrick Cutrone lascia il Milan, direzione Inghilterra, direzione Wolverhampton, un'operazione in piedi già da qualche settimana e concretizzata negli ultimi giorni quando anche il centravanti si è convinto ad accettare la corte del club britannico dopo i tentennamenti iniziali. Il Milan incassa 18 milioni più gli eventuali bonus che porteranno altri 4-5 milioni nelle casse milaniste, cifra che convince poco tifosi e addetti ai lavori: ma come, uno dei migliori talenti dell'organico vale così poco? Tanto per fare un esempio, la Juventus valuta 40 milioni Moise Kean che è un classe 2000 e che è pure in scadenza di contratto; impossibile che Cutrone valga praticamente la metà, nonostante due campionati di serie A già sul groppone.

Valutazioni

L'aspetto economico è il primo degli interrogativi che si pone il sempre più sgomento popolo rossonero, perchè se è vero che il Milan da un calciatore fatto in casa guadagna una cifra intorno ai 20 milioni che vuol dire plusvalenza, parola ormai chiave nella disastrata situazione finanziaria del club, è altresì evidente come i prezzi in casa milanista sembrino sgonfiarsi, mentre altrove i calciatori vengono iper valutati diventando o inavvicinabili o affare conveniente oltremisura per le società di appartenenza. Il Milan, inoltre, pare non volersi far prendere per il collo quando deve acquistare (vedi i no a Sensi, Veretout e Demiral), ma appare vulnerabile quando deve cedere, perchè Cutrone, al di là della già citata plusvalenza, non può valere così poco.

Confusione

Il Milan, del resto, continua a palesare un caos interno spaventoso, addirittura smentisce sé stesso. Se è vero, infatti, che il nuovo corso partito dal lungimirante Ivan Gazidis vieta tassativamente (o quasi) l'acquisto o addirittura la permanenza di elementi attorno ai 30 anni per far spazio ai soli giovani, il sacrificio di Cutrone rappresenta l'esatto contrario di tale filosofia. Qualcuno sostiene che il giovane attaccante comasco non facesse al caso di Giampaolo perchè troppo simile a Piatek, anche se il tecnico abruzzese, ormai unanimemente ribattezzato «maestro», avrebbe potuto trasformarlo comunque in un'ottima seconda punta o lasciarlo semplicemente come riserva del polacco, ruolo ora scoperto e da colmare in ogni caso con un nuovo acquisto.

Controindicazioni

L'addio di Cutrone, inoltre, rischia di trasformarsi in un boomerang per il Milan, perchè se il giovane attaccante esplodesse con la maglia del Wolverhampton nel giro di 1-2 anni, potrebbe presto valere il doppio o forse il triplo della cifra incassata dai rossoneri, diventando magari la stella di qualche club italiano più facoltoso ed intelligente di quello milanista. Al contrario, lo stesso si diceva di Alberto Paloschi quando disse addio al Milan per poi non rispettare le premesse da predestinato di inizio carriera. Pericoli e rischi che fanno parte della storia di tutte le società, ma che mettono a nudo per l'ennesima volta la bizzarra filosofia di un Milan che, al contrario dell'Araba Fenice, dalle sue ceneri non sembra proprio in grado di risorgere.