22 ottobre 2019
Aggiornato 06:00

Milan-Zapata: la ricostruzione di un addio silenzioso

Fra i rossoneri in scadenza di contratto c’era anche il difensore colombiano, pure lui non confermato da Gazidis ma protagonista di una situazione più intricata degli altri

Cristian Zapata ha giocato nel Milan dall'estate 2012
Cristian Zapata ha giocato nel Milan dall'estate 2012 ANSA

MILANO - Abate, Bertolacci, José Mauri, Montolivo e Zapata: in ordine alfabetico ecco i calciatori del Milan col contratto in scadenza il 30 giugno 2019. Nessuno di essi ha prolungato il suo accordo col club rossonero, nessuno di essi serve più alla società e di conseguenza alla squadra, per decisione quasi totalitaria di Ivan Gazidis, il nuovo amministratore delegato milanista, chiamato a far quadrare conti e bilanci, ringiovanire l’organico ed abbassare il monte ingaggi. E allora ecco che il manager sudafricano ha fatto piazza pulita, almeno per quanto riguarda i giocatori in scadenza di contratto, la maggior parte dei quali intorno o sopra i 30 anni (Mauri escluso) e con accordi economici discretamente onerosi.

Nel dettaglio

Fra gli «esclusi» c’è come detto Cristian Zapata, colui che verrà per sempre ricordato come l’eroe del derby dell’aprile del 2017 quando una sua rete al 96’ regalò il 2-2 ai rossoneri che a meno di dieci minuti dal termine perdevano 2-0. Il difensore colombiano avrebbe rinnovato volentieri il suo contratto ed inizialmente questa era anche l’idea del club, tanto che il calciatore si era presentato in sede assieme al suo procuratore (l’ex stopper dell’Inter Ivan Cordoba) per discutere sul suo prolungamento: il Milan proponeva un anno di rinnovo alle stesse cifre (1,7 milioni), Zapata e Cordoba rilanciavano per due stagioni. A gennaio Leonardo aveva chiamato Zapata, rassicurandolo, tanto che il colombiano aveva detto no all’offerta del Fenerbache giunta nel mercato invernale.

Silenzio

Poi più nulla, fino ad un’altra telefonata del dirigente brasiliano che informava il difensore della nuova filosofia del club (cioè di Gazidis): niente rinnovo ai trentenni e per Zapata, classe 1986 come l’altro epurato Abate, le porte di Milanello si sono definitivamente chiuse. Il colombiano, pur accettando la decisione della società e comprendendone le motivazioni, avrebbe preferito un addio più «glorioso», una passerella a San Siro durante l’ultima gara casalinga della stagione, ad esempio, perché 8 anni di militanza sono tanti, il suo peso nello spogliatoio si faceva sentire e le prestazioni (soprattutto nell’ultima stagione) non sono mai state deludenti. Il Milan cambia passo e filosofia, per l’esperienza sembra non esserci più posto.