22 agosto 2019
Aggiornato 11:30

Milan, due opzioni per il dopo Gattuso: con o senza Champions

Nella deprecabile eventualità di un mancato quarto posto solo un’opzione risolleverebbe il popolo rossonero.

Il tecnico del Milan Gattuso sempre più in bilico
Il tecnico del Milan Gattuso sempre più in bilico ANSA

MILANO - In ogni caso sarà un insuccesso. Dopo la sbandata - l'ennesima - del Milan in Coppa Italia contro la Lazio, la posizione di Gennaro Gattuso sulla panchina rossonera è sempre più traballante. La squadra sembra non averne più e per giunta dimostra di non essere più capace di reagire alle sollecitazioni del suo allenatore. Morta nella testa e nelle gambe. Un motivo più che valido per spingere la dirigenza di Casa Milan ad un analisi approfondita dei costi-benefici in relazione all'esonero di Rino a fine stagione e all'ingaggio di un nuovo tecnico per il prossimo anno. 
Anche perchè anche in chiave Champions la situazione si è davvero complicata. La vittoria dell’Atalanta sul campo del Napoli è stata solo l’ultima di una serie di nefaste notizie piombate cupe sul cielo di Milanello a minare la serenità di un gruppo, quello rossonero, che da troppo tempo non vede un raggio di sole. O meglio, un tiepido accenno di luce si era anche intravisto dopo la vittoria sulla Lazio, successo inquinato però dalle mille polemiche del prima e soprattutto del dopo gara. A parte i tre punti contro i biancocelesti, nelle altre cinque partite giocate dal derby in poi, per i Gattuso boys un misero bottino di 3 sconfitte (contro Inter, Sampdoria e Juventus) e due mortificanti pareggi al cospetto di Udinese e Parma.

Riflessioni

Oggi, diciamolo senza tema di smentite, se il Milan è ancora il legittimo titolare del quarto posto (la piazza condivisa con l’Atalanta è in realtà appannaggio dei rossoneri per il vantaggio negli scontri diretti), è solo per le incredibili e francamente inaspettate battute d’arresto delle varie concorrenti ad un posto Champions. Una corsa a «ciapa no» nella quale però il Milan si sta tristemente distinguendo.
Inevitabile che, arrivati a questo punto della stagione, in via Aldo Rossi si facciano le dovute riflessioni su come procedere in caso di malaugurato fallimento della stagione. 
D’altronde un cambio di guida tecnica a Milanello pare a questo punto sempre più vicino anche per l’insofferenza manifestata da Rino Gattuso, infastidito dalle continue lamentele nei suoi confronti, non tanto dalla dirigenza quanto da una tifoseria sempre più inquieta.

Unica soluzione

E a proposito di tifosi, oggi pare solo una la possibile opzione in grado di restituire il sorriso ad un popolo che nella deprecabile eventualità di un altro anno fuori dal calcio che conta rischierebbe di piombare in una depressione cosmica. Il nome in questione è quello di Gian Piero Gasperini, deus ex machina dell’Atalanta, la macchina da guerra nerazzurra, tra le squadre più ammirate in Italia e all’estero per la qualità del gioco e la capacità di lottare ad armi pari anche con concorrenti ben più ricche economicamente e tecnicamente.
Quello stesso Gasperini che oggi appare come uno dei concorrenti più agguerriti del Milan nella corsa ad un posto Champions e che se dovesse effettivamente raggiungere l’ambito traguardo diventerebbe un obiettivo difficilmente raggiungibile per la dirigenza rossonera.
La speranza quindi, in caso il Milan dovesse fallire l’obiettivo, è che la stessa sorte tocchi anche ai bergamaschi, in modo da poter tentare l’assalto al sessantunenne tecnico di Grugliasco senza correre il rischio di vedersi sbattere la porta in faccia.

Tante ragioni

Logico immaginare il perchè la soluzione Gasperini sia la più idonea per i rossoneri senza Champions. Innanzitutto perchè i mancati introiti dall’Uefa costringerebbero Gazidis a chiudere i rubinetti e Leonardo ad un mercato più di cessioni che di grandi acquisti. Di conseguenza a disposizione dell’attuale allenatore dell’Atalanta verrebbe messo a disposizione un Milan dei giovani, ancor più di quello attuale, e sappiamo quanto Gasp sia un mago nella gestione e nella crescita di potenziali talenti. In più a Milanello l’ex Genoa e Inter ritroverebbe tre suoi vecchi pupilli, Andrea Conti, Mattia Caldara e Franck Kessiè, tutti pagati a caro prezzo dal club di via Aldo Rossi, ma attualmente bisognosi di un rilancio morale oltre che tecnico. E dulcis in fundo la motivazione più importante: con Gasperini finalmente i tifosi rossoneri potrebbero tornare ad applaudire un Milan capace di esprimere un bel gioco, la critica più feroce mossa in questi mesi al fin troppo conservativo Rino Gattuso.
Tutte considerazioni che andrebbero annullate in caso di conquista del quarto posto da parte di Romagnoli & compagni. A quel punto il Milan, di nuovo lanciato nell’olimpo delle grandi, avrebbe comunque bisogno di un cambio di guida tecnica, ma a quel punto forse sarebbe più logico tornare a bussare a casa Conte.