24 maggio 2019
Aggiornato 15:30

Berlusconi, la fascia di capitano, il mercato: tutti parlano di Milan

Mentre la squadra di Gattuso si prepara alla sfida decisiva per il quarto posto contro l’Atalanta, si torna a parlare tanto di Milan su più fronti.

Il capitano rossonero Alessio Romagnoli
Il capitano rossonero Alessio Romagnoli ( ANSA )

MILANO - Le dichiarazioni di giornata di Diego Laxalt sull’importanza della fascia, uno che con la maglia dell’Uruguay ha avuto come capitano un autentico totem come Diego Godin, rafforzano l’autorevolezza di Romagnoli nello spogliatoio del Milan: «Alessio ha 24 anni ed una personalità di uno con tanti anni in più - le parole del mancino dell’albiceleste ai microfoni di Sky Sport -, è un lavoratore molto serio e questo è davvero importante. Il capitano che lavora così ci dà un punto di riferimento, quello che ci vuole per questa squadra. Ci aiuta tanto, è molto giovane ma ha la mentalità di voler migliorare e continuare a crescere».
Logico che all’indomani del polverone scoppiato a distanza di pochi chilometri dal centro sportivo di Milanello, per l’appunto ad Appiano Gentile, con la revoca della fascia di capitano a Mauro Icardi per un atteggiamento che mette in imbarazzo la società nerazzurra e i compagni di squadra, una dichiarazione del genere in casa Milan faccia ancora più scalpore.

La fascia di capitano

La verità è che malgrado l’improvvisata dirigenza del Milan cinese abbia deciso l’anno scorso di togliere i gradi a Montolivo per cederli al neo arrivato Bonucci, è proprio grazie all’attuale capitano rossonero che il difensore della Juventus l’anno scorso è riuscito a trovare una collocazione in campo e anche nello spogliatoio. Ed è per questo che l’assegnazione della fascia a Romagnoli quest’anno, malgrado l’ex Samp abbia appena compito 24 anni, è apparsa da subito la migliore decisione presa dall’attuale proprietà targata Elliott.

Cessione pulita

E a proposito di proprietà, hanno fatto discutere altre dichiarazioni di giornata, questa volta rilasciate dall’ex numero uno e patron dell’Ac Milan, Silvio Berlusconi. Interpellato ancora una volta sui mille e mille misteri della transazione che ha visto il club passare nell’aprile del 2017 dalla Fininvest al fantomatico e sconosciuto uomo d’affari cinese Yonghong Li, l’imperatore di Arcore ha offerto ancora una volta la sua versione ammuffita e stantia: «Per fortuna non mi faccio ferire dalle cose che non sono vere - così Berlusconi a Rete 4 -. Però, per esempio, vi cito una cosa che ho letto anche in questi giorni riportata da un giornale, che diceva che avessi fatto rientrare in Italia dei capitali dall'estero attraverso la vendita del Milan. Le mie società non hanno mai avuto soldi all'estero, la vendita del Milan è stata di una pulizia totale».
A parte che a sentirsi feriti dovrebbero essere i milioni di tifosi del Milan, abbandonati nelle mani di quel millantatore spiantato di Yonghong Li, imprenditore senza arte nè parte ma soprattutto senza soldi, Berlusconi dovrebbe rispondere a tutti coloro - e sono tantissimi - convinti che nella storia ultracentenaria del calcio mondiale non ci sia mai stata transazione di club tanto avvolta nei misteri come è stata quella del Milan ai cinesi.

Ancora in rossonero

Chiusura d’obbligo dedicata al mercato. Nelle ultime ore Allan Saint-Maximin, oggetto del desiderio del direttore tecnico rossonero Leonardo, si è preso la scena con veemenza. Prima rilasciando dichiarazioni che hanno mandato in sollucchero i tifosi milanisti («Sarebbe una bugia dire che voglio restare qui a Nizza per tutta la carriera. Ma so bene che devo fare bene sul campo, poi si vedrà quello che accadrà»), poi però firmando il prolungamento del contratto con il club francese fino al 30 giugno del 2022. Non che questo rinnovo possa precludere un’eventuale cessione in estate, ma di certo adesso il Milan non potrà più contare sulla scadenza a breve per strappare al Nizza un prezzo più conveniente. Pare comunque che tra l’entourage del ragazzo e i rossoneri transalpini ci sia già un accordo per accettare eventuali offerte - quella di Leonardo sarà la prima - dovessere arrivare a giugno. Saint-Maximin ha le idee chiare: cambiare campionato si, cambiare colori sociali no.