21 luglio 2019
Aggiornato 23:30

Tra Milan e Uefa non è finita: ecco cosa sta per accadere

La battaglia legale tra il club di via Aldo Rossi sembra non essere finita. I legali di Elliott infatti sembrano pronti a dare ancora battaglia con un nuovo ricorso al Tas di Losanna.

Paul Singer, a capo del fondo Elliott che detiene il pacchetto di maggioranza del Milan
Paul Singer, a capo del fondo Elliott che detiene il pacchetto di maggioranza del Milan ANSA

MILANO - Tra Ac Milan e Uefa è gelo. La sensazione che la diatriba fosse arrivata a conclusione dopo la sentenza emessa qualche giorno fa dai vertici di Nyon è evaporata in fretta ai primi autentici freddi prenatalizi. Troppo dura la condanna inflitta al club di via Aldo Rossi, almeno secondo la nuova proprietà rossonera. Dodici milioni trattenuti dai premi dell’Europa League (tutti e non una parte subito e l’altra condizionata dai risultati), liste Uefa limitate a 21 calciatori nelle prossime due stagioni e soprattutto l’obbligo di pareggio di bilancio entro il 2021, con minaccia di estromissione dall’Europa in caso di mancato rispetto dei parametri Uefa, tutto decisamente troppo per i legali del colosso americano Elliott che sembrano pronti a dichiarare guerra alla commissione di Nyon.

Nuovo ricorso

La procedura potrebbe essere quella annunciata: nuovo ricorso a Losanna al Tribunale Arbitrale Sportivo (come già accaduto in estate quando il TAS riammise il Milan in Europa League dopo la squalifica incassata in prima istanza) per cercare di ridurre la sanzione comminatagli dalla UEFA. In realtà la dirigenza rossonera aveva lasciato intendere ancora prima della sentenza che in caso di mano troppo pesante avrebbe fatto nuovamente ricorso al Tribunale dello Sport, poi però sembrava quasi che Elliott fosse pronto ad incassare la mazzata senza replicare. Ipotesi errata perchè, almeno stando a quanto filtra da via Aldo Rossi, gli avvocati di Paul Singer sarebbero già sul piede di guerra pronti a battagliare per ridurre la pena comminata al Milan.

Sentenza a metà

A giustificare un ennesimo ricorso potrebbe esserci un’appendice di sentenza da parte dell’Uefa cui ancora non c’è traccia, quella relativa ad ipotetiche e ulteriori sanzioni da infliggere all’attuale proprietà del Milan per la stagione 2017-18, quella rovinata da Yonghong Li e Fassone. Ecco, in previsione di un’altra mazzata, Elliott sembra pronto a contrattaccare.
C’è però un rischio. Premesso che non è così scontato che il Tas sia ragione al club rossonero, esiste la concreta possibilità che il Tribunale di Losanna, infastidito da questo continuo ricorso, finisca addirittura per inasprire la sentenza dell’Uefa. Ecco, l’augurio è che i preparatissimi legali di Elliott abbiano calcolato con attenzione questi particolari e abbiano in mano delle carte che garantiscano una vittoria in giudizio, altrimenti questa sfida continua all’Uefa potrebbe tramutarsi in un pericoloso boomerang.