21 agosto 2019
Aggiornato 07:30

Milan: ignorata la prima legge del calcio

Dopo la pessima prestazione offerta contro il Bologna è ripartito il coro dei tifosi rossoneri che vorrebbero l’esonero del tecnico calabrese. Senza considerare però una cosa…

L'allenatore del Milan Gennaro Gattuso
L'allenatore del Milan Gennaro Gattuso ANSA

MILANO - Senza un centrocampo all’altezza non si può giocare un buon calcio. È la prima legge del calcio, un assunto talmente incontrovertibile, evidente, inoppugnabile che rischia di essere perfino banale. Eppure sembra che in molti, tra quelli che ormai praticano come sport preferito la caccia all’insulto più chic per Gennaro Gattuso, l’abbiano dimenticato.
Andiamo per ordine. Il Milan gioca ormai da un paio di mesi senza i due terzi del centrocampo titolare, Biglia e Bonaventura, messi ko entrambi da infortuni molto seri che ci permetteranno di rivederli uno a fine stagione (l’argentino), l’altro direttamente l’anno prossimo. Una volta persi due dei principali creatori di gioco, l’allenatore rossonero è stato costretto ai giochi di prestigio per mettere insieme una squadra che avesse un capo e una coda. Variazioni di modulo, cambi di ruolo per diversi calciatori, forzature tecnico-tattiche, ma anche fisiche visto che quei pochi giocatori del Milan hanno giocato spesso e volentieri anche in condizioni precarie.

Parla la classifica

Malgrado queste premesse la squadra ha retto. Oggi la classifica dice che i ragazzi di Gattuso sono al quarto posto solitario, in piena zona Champions, con due punti di vantaggio sulla più immediata inseguitrice, la Lazio, e tre sulle altre. La partita di martedì sera contro il Bologna però è stata realmente troppo brutta per non scatenare la rabbia social dei tifosi milanisti. Come dare torto a chi vorrebbe Gattuso esonerato già da mesi dopo una prestazione ai confini della decenza?
Premesso che non è nelle nostre intenzioni assumere il ruolo di difensori d’ufficio del tecnico, forse è il caso di non sottovalutare il famoso assunto con cui abbiamo aperto questo approfondimento.

Sempre gli stessi

Al Dallara hanno giocato per l’ennesima volta insieme i nuovi gemelli del centrocampo rossonero, Bakayoko e Kessiè. In questi ultimi due mesi mai una sosta, mai un break, mai un riposo. Sempre pronti a battagliare lancia in resta contro i pacchetti centrali - sempre più numerosi - degli avversari. Non hanno di certo sfigurato, addirittura il francese è stata una lieta sorpresa dopo l’inizio preoccupante, ma è impensabile chiedere a due robusti faticatori di centrocampo di costruire gioco. E per giunta farlo con sapienza tattica, visione di gioco e velocità di pensiero. Non è nelle loro corde e non lo sarà mai. Eppure in questo periodo il Milan non solo non ha perso terreno, ma lo ha guadagnato.

Gioco scadente

Certo, la qualità del gioco ne ha risentito, ma con quegli interpreti come si fa a pretendere altro? La rosa a disposizione di Gattuso presenta delle lacune strutturali in mezzo al campo (evidenti già dall'estate quando non si è provveduto all'ingaggio di un altro regista centrale), rese ancora più gravi dagli infortuni di Biglia e Bonaventura, ma soprattutto dalla stagione scellerata vissuta quest’anno da Hakan Calhanoglu. Il turco, ad esempio, è un altro che avrebbe bisogno di tirare il fiato, staccare la spina e meditare sulla sua situazione, per poi tornare a giocare il suo calcio. Ma Gattuso non può farne a meno perchè non ha alternative credibili a disposizione. Provate a ripensare al Milan energico ed efficace visto la passata stagione o anche ad alcune belle partite giocate ad inizio di quest’anno (Roma, Atalanta, Sassuolo, Sampdoria, per dirne qualcuna).

Senza fonti di gioco

È vero che il Milan da qualche partita a questa parte offre prestazioni ben al di sotto della media, ma senza tre delle principali fonti di gioco rossonero (a Gattuso resta solo Suso tra gli ispiratori della manovra milanista e pure lui ormai quasi boccheggiante) ed ecco il risultato. Partite giocate male, ritmo lento, pochissime soluzione, giro palla inutile e reiterato, tutto quello che sta facendo letteralmente infuriare - e a ragione - il popolo milanista. Il problema però è sempre quello a monte: senza un centrocampo all’altezza non si può giocare a pallone.
E sabato pomeriggio contro la Fiorentina non ci saranno neppure Kessiè e Bakayoko. Chissà però che Gattuso non riesca a trovare in Bertolacci, Josè Mauri e Montolivo quelle risorse finora inutilizzate capaci di regalare un prezioso successo contro i viola. Se anche dovesse accadere ricordiamo però l’assunto iniziale: il mercato di gennaio deve portare in dote centrocampisti di qualità. Altrimenti il povero tecnico calabrese sarà costretto ancora a raccattare insulti dai suoi stessi tifosi.