18 giugno 2019
Aggiornato 03:30

Il Milan riflette, Higuain prepara il ribaltone

Il digiuno da gol del centravanti argentino inizia a preoccupare la dirigenza e i tifosi rossoneri, ma Gonzalo già ad Atene ha lasciato intendere cosa potrebbe accadere da qui a poco

Il centravanti argentino Gonzalo Higuain
Il centravanti argentino Gonzalo Higuain ( ANSA )

MILANO - Ormai l’argomento del giorno in casa Milan riguarda lui: Gonzalo Gerardo Higuaín. Arrivato 5 mesi fa sulle ali dell’entusiasmo contagioso dei tifosi milanisti, pronti finalmente ad abbracciare un centravanti di rango e spessore internazionale come non accadeva dai tempi di Ibrahimovic, il Pipita si sta facendo desiderare. Finora ha vissuto fasi alterne in questo suo primo periodo rossonero, un chiaroscuro iniziato con il primo gol segnato a Cagliari, un’intesa crescente con l’altro bomber di casa Patrick Cutrone, ma anche qualche problemino fisico di troppo e quella sfuriata contro la Juventus che ne ha decretato la squalifica per due giornate. Un bilancio che finora lascia parecchio a desiderare, tanto che un autorevole quotidiano come la Gazzetta dello Sport ha perfino fatto i conti in tasca ad Elliott, presentando un’analisi perfino inquietante: alla luce dei 18 milioni spesi per il prestito (e senza considerare i 9,5 netti che il Milan corrisponde al centravanti argentino di stipendio) e dei 5 gol segnati in 11 partite di campionato, al club di via Aldo Rossi ogni singolo gol di Higuain è costato 2,5 milioni di euro. Oggettivamente uno sproposito.

Serve leadership - Ed è più che comprensibile che siano già iniziate le valutazioni in vista del mese di giugno, quando il riscatto definitivo del Pipita potrebbe costare al Milan altri 34 milioni di euro, più 10 milioni l’anno per altri 3 anni di ingaggio.
Intervenuto alla vigilia di Bologna-Milan, l’allenatore rossonero Gattuso ha provato a rasserenare gli animi parlando del suo centravanti: «Io ho parlato con Gonzalo, il primo deluso dalla situazione è lui. Ora però deve darci innanzitutto esperienza e carattere, poi arriveranno anche i gol. Nelle difficoltà le priorità non sono le reti ma la sua leadership, incoraggiare i compagni anche se qualcuno sbaglia. Poi le chiacchiere intorno a lui ci saranno sempre, non possiamo controllare tutto, gli ho detto che da parte di tutti c'è apprezzamento ma deve fare qualcosa in più. Bisogna concentrarsi sul fare le cose al cento per cento e con gli occhi avvelenati».

Segnali di risveglio - Personalmente vado controcorrente. Troppo facile accorgersi oggi che l’attaccante argentino sta rendendo ben al di sotto i suoi standard abituali, deludendo fortemente la dirigenza rossonera che ha investito tanto su di lui. Io ancora una volta sono di diverso avviso. Mentre la gran parte dell’opinione pubblica lo difendeva, giustificando la sua sceneggiata indecorosa messa in scena contro la Juventus, io ho puntato ferocemente il dito contro di lui perchè certi atteggiamenti sono francamente inaccettabili. Oggi invece, quando tutti gli organi di informazione sembrano concordi sul fatto che un Higuain così non meriti il riscatto, io considero positivamente alcuni gesti da centravanti vero visti ad Atene. Poco, per carità, da un bomber come lui è lecito aspettarsi ben altro, ma quella progressione imperiale nella seconda metà della ripresa, quando si è portato a spasso l’intera difesa dell’Olympiakos e poi ha scagliato una mina vagante che si è spenta a pochi millimetri dal palo di Josè Sa, mi ha fatto intravedere barlumi di Pipita d’annata. Che sia un definitivo segnale di risveglio è quello che ci auguriamo tutti. Già martedì sera a Bologna.