15 dicembre 2018
Aggiornato 19:30

Milan-Ibrahimovic: tutti i perchè di una frenata imprevista

Proprio il ritorno a Milanello dello svedese sembrava cosa fatta, ecco l'improvviso rallentamento. Trattativa ancora aperta, ma....

Zlatan Ibrahimovic, 37 anni compiuti lo scorso 3 ottobre
Zlatan Ibrahimovic, 37 anni compiuti lo scorso 3 ottobre (ANSA)

MILANO - Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco. Quante volte Giovanni Trapattoni è stato bonariamente preso in giro per questa frase? Tante, troppe, ma a pensarci bene, è un assioma che quando si parla di calciomercato andrebbe sempre tenuto presente, almeno sino alle firme in calce sui contratti. E' il caso, ad esempio, del possibile (probabile?) ritorno di Zlatan Ibrahimovic al Milan dopo oltre sei anni, col fuoriclasse svedese pronto a rivestire nuovamente il rossonero, il suo agente Mino Raiola convinto ad accettare per il suo assistito anche il prestito di 6 mesi a 2,5 milioni rinnovabile per un altro anno e con la dirigenza milanista intenzionata a chiudere la trattativa entro metà dicembre per avere Ibrahimovic a disposizione già alla ripresa del campionato ad inizio gennaio, tirato a lucido per aiutare la squadra di Gennaro Gattuso a raggiungere quel quarto posto in serie A che al Milan manca da oramai 5 stagioni.

STOP - Ma proprio quando la strada per riportare il campione scandinavo a Milanello sembrava in discesa, ecco la frenata che non ti aspetti. Già, perchè nelle ultime ore i segnali circa l'affare che viaggia sull'asse Milano-Los Angeles-Istanbul (dove attualmente Ibrahimovic si trova) ha subìto un preoccupante rallentamento; quanto ci sia effettivamente da preoccuparsi non è chiaro, perchè le fonti che provengono dal Milan parlano di un Leonardo ancora convinto di andare avanti con la trattativa per lo svedese, anche se la situazione appare più ingarbugliata del previsto. Intanto, sembra che per Ibrahimovic liberarsi dai Los Angeles Galaxy non sia così semplice come previsto, anzi, lui e la moglie starebbero riflettendo sulla possibilità di restare in California almeno sino alla scadenza del contratto col club americano.

RIFLESSIONI - Inoltre, l'arrivo a Milano di Ivan Gazidis come amministratore delegato del Milan non agevolerebbe il progetto di ringiovanimento della squadra voluto dal manager sudafricano e messo in atto già all'Arsenal (club che, va ricordato, non ha vinto nulla con tale filosofia), col dirigente che non sembrerebbe convintissimo di ingaggiare un atleta di 37 anni, anche se ancora in forma e in grado di fare la differenza. Al Milan, in attesa anche della sentenza dell'Uefa circa il Fair Play Finanziario, si inizia così a riflettere sul ritorno di Ibrahimovic: giusto farlo tornare? Toglierebbe spazio all'ascesa di Cutrone? Sarebbe opportuno aggiungerlo alla nidiata di giovani rossoneri in rampa di lancio? Pensieri che al momento tengono in attesa un Ibrahimovic che solitamente non è felice quando viene messo in discussione, quando ci sono dubbi su di lui e che, qualora i tentennamenti della dirigenza milanista proseguissero, sarebbe capace di mollare tutto e scegliere di rimanere a Los Angeles senza più preoccuparsi d'altro. Un Milan che deve decidersi in fretta: se davvero vuole riportare a casa un fuoriclasse in grado di alzare il livello qualitativo e carismatico della squadra, occorre che alla svelta chiuda un accordo ormai raggiunto da settimane. In caso contrario, via al progetto giovani, all'acquisto di un centravanti di medio valore (magari il Kalinic di turno) e ad un'idea di vittoria ancora una volta rimandata a data da destinarsi.