14 novembre 2018
Aggiornato 03:30

Milan: la vittoria contro la Samp regala due verità

L’allenatore rossonero ha ragione, la vittoria sulla Samp non è frutto semplicemente del cambio di modulo.
Higuain scarica in rete l'assist di Cutrone: è il pareggio rossonero
Higuain scarica in rete l'assist di Cutrone: è il pareggio rossonero (ANSA)

MILANO - Il Milan ha vinto, bravo Gattuso. Lungi dal voler riassumere l’emozionate domenica rossonera con un assunto di appena 5 parole, l’eredità lasciata dal successo pirotecnico contro la Sampdoria è preziosa. A partire dai tre punti, arrivati dopo due sconfitte consecutive e fondamentali per dare una parvenza più dignitosa alla classifica. A questo proposito è fondamentale far notare che se dovessero riuscire nella non impossibile impresa di superare il Genoa nel recupero della prima giornata che si disputerà - finalmente - mercoledì 31 ottobre, Higuain & compagni si ritroverebbero sbalzati davvero a un tiro di schioppo dalla zona Champions League. A conferma che le sirene d’allarme lanciate che si sono levate negli ultimi giorni probabilmente sono state un tantino affrettate.

Due verità
Volendo esaminare nel dettaglio la prestazione del Milan, la considerazione principale che emerge è una: al netto di tutte le amnesie difensive della squadra, quei due lì davanti (Higuain e Cutrone), supportati da quell’altra macchina da gol + assist (Suso), fanno davvero paura. A conferma di questa analisi, emergono due dati inconfutabili. Il primo è che il Milan, incassando contro la Sampdoria gol per la 15^ partita consecutiva, stabilisce un primato negativo che resisteva dal 1946. Non proprio qualcosa di cui andare orgogliosi. Di contro, i rossoneri hanno rifilato alla squadra di Giampaolo, che si è presentata a San Siro con la miglior difesa del campionato, ben tre reti in una partita, a fronte delle 4 subite complessivamente nelle precedenti nove giornate.

Equilibrio
Appare evidente in casa Milan una sostanziale differenza di rendimento tra attacco e difesa, aspetto su cui mister Gattuso dovrà per forza di cose lavorare. La sensazione che induce a pensieri positivi è che le sue reti doriane sono arrivate nel breve volgere di 10 minuti, frutto del purtroppo consueto blackout milanista, ma nel resto degli 80 minuti di gioco il reparto guidato da un ottimo Romagnoli ha retto bene. Tanto che il povero Donnarumma ha toccato solo due palloni, quelli che ha raccolto da dentro la porta al 21’ e al 31’ del primo tempo.

Che intesa
Di contro la produzione offensiva lì davanti è stata all’altezza delle più rosee aspettative. Con Cutrone schierato dal primo minuto accanto a Gonzalo Higuain, il Milan ne ha guadagnato in pericolosità ed imprevedibilità. Oltre al fatto che i due famelici attaccanti rossoneri, ben lontani dal concetto di egoismo abitualmente riconosciuto ai bomber di razza, si sono cercati e aiutati come fossero vecchi compagni. Per conferma andate a rivedere il gol del 2-2, segnato dal Pipita al termine di una sontuosa triangolazione nello stretto con il baby centravanti cresciuto nel vivaio del  Vismara.
Da qui a dire che la rivoluzione è arrivata grazie al cambio di modulo ce ne corre. Come ha ribadito Gennaro Gattuso, è l’atteggiamento con cui si scende in campo, non i numeri di un sistema di gioco, a fare la differenza. E mai come contro la Sampdoria, il Milan ha dimostrato di volersi sedere al tavolo dei grandi. Senza paure, senza insicurezze, senza timori reverenziali. Solo con la consapevolezza di poter dire la propria e giocarsela ad armi pari con tutti. Tra 48 ore contro il Genoa è attesa una gradita conferma.