18 dicembre 2018
Aggiornato 20:30

No a Ibrahimovic: ecco l’attaccante che serve al Milan

Continuano le polemiche e i rimpianti in casa rossonera per l’addio prematuro al portoghese, a cui però non si poteva chiedere di fare ancora la terza punta. Al Milan serve un altro profilo di bomber: si parla di Ibra, ma il suo ritorno è utopia.

Maldini e Leonardo con l'ad del Sassuolo Carnevali
Maldini e Leonardo con l'ad del Sassuolo Carnevali (ANSA)

MILANO - «In estate si è parlato di un mio ritorno ma non c'è mai stato nulla di concreto anche se, lo ammetto, io sarei tornato volentieri perchè al Milan si sta sempre bene». Le parole, formulate in maniera chiara e non interpretabile ai microfoni della Rai al termine dell’ultima giornata di campionato, sono di Marco Borriello, ex bomber di quasi tutte le squadre della nostra serie A e attualmente in esilio - dorato ma pur sempre esilio - a Ibiza, a giocare nella terza serie spagnola per la squadra dell’isola dove ha deciso di vivere.
Nel concetto del centravanti napoletano però possiamo scorgere, e nemmeno troppo nascoste, le strategie del club rossonero per il mercato che è stato e per quello che arriverà a gennaio.

Peccato per AS9
Si è fatto un gran parlare nelle ultime ore dell’exploit di Andrè Silva con la maglia del Siviglia e del gran rammarico lasciato dal portoghese nei cuori milanisti, ma come ha spiegato in maniera chiara ed esplicita Gennaro Gattuso, lui AS9 l’avrebbe tenuto volentieri. Molto volentieri. Il problema è che un ragazzo di 22 anni, con la consapevolezza di essere forte e con voglia di spaccare il mondo, non può accettare il ruolo di terza punta dietro quel fenomeno di Gonzalo Higuain e dietro anche l’avvelenato Cutrone che continua a pretendere di giocare pur avendo ancora una caviglia in disordine.

Serve un centravanti
Ecco perchè è inutile continuare a rimpiangere l’ex Porto, mentre invece è il caso di iniziare a disegnare l’identikit del centravanti che può fare al caso del Milan nel prossimo mercato di gennaio. Perchè una cosa è certa, per quanto Castillejo si sia disimpegnato bene nel ruolo di falso nueve nella trasferta vittoriosa contro il Sassuolo, è impensabile portare a termine una stagione impegnativa e intensa come quella che attende Romagnoli & compagni, tra campionato, Europa League e Coppa Italia, con appena due attaccanti centrali di ruolo. Ne serve indiscutibilmente un altro, che però abbia caratteristiche ben precise.

L’identikit
L’attaccante che serve al Milan a gennaio deve essere non più giovanissimo, esperto, capace di entrare subito in partita anche negli ultimi scampoli di match combattuti, con una buona capacità realizzativa, in grado di adattarsi al ruolo di prima punta o di partner di Higuain (o Cutrone) a seconda delle occasioni. Ma soprattutto non deve pretendere nulla, dettare condizioni di utilizzo (come invece aveva fatto Andrè Silva in estate), storcere il muso nell’eventualità di un "panchinamento" reiterato, e in questo modo inquinare l’umore di tutta la squadra. Difficile quindi pensare ad uno come Zlatan Ibrahimovic, come si è sussurrato nelle ultime ore, che accetterebbe un ritorno a casa di sei mesi solo a patto di un impiego costante.
Molto più idoneo alle esigenze del Milan, invece, un giocatore alla Borriello, uno che appena un anno fa chiudeva il campionato di serie A con la maglia del Cagliari con 16 gol segnati. Oppure alla Fabio Quagliarella, punta di razza che i gol li ha sempre fatti e che continuerà probabilmente a farli per almeno altri 2-3 anni, malgrado i 35 anni già compiuti. Siamo sicuri che gli scout rossoneri in giro per il mondo siano già attivi per trovare il bomber ideale da mettere a disposizione di Gattuso: l’identikit è pronto, occorre solo fare in fretta.