23 settembre 2018
Aggiornato 04:00

Deciso l’esordio dal primo minuto, Caldara parla già da milanista

Il difensore rossonero, reduce dall’esperienza in Nazionale al fianco di Romagnoli, fissa gli obiettivi stagionali del Milan.
Caldara, il giorno della sua presentazione
Caldara, il giorno della sua presentazione (ANSA)

MILANO - Le prove tecniche della vigilia di Cagliari-Milan l’hanno visto protagonista della formazione titolare, ma è probabile che anche in Sardegna Mattia Caldara finisca per accomodarsi in panchina dal primo minuto per lasciar spazio al più esperto - e fin qui rassicurante - Mateo Musacchio. La ragione è presto spiegata proprio grazie alle parole dell’ex difensore di Atalanta e, per un brevissimo periodo, Juventus: «Non ci trovo niente di strano nel partire dalla panchina in queste prime uscite stagionali. Essere pronto a giocare in una difesa a quattro, con concetti completamente diversi rispetto a quelli a cui ero abituato all’Atalanta, non è facile. È un mese che sono a Milanello e adesso ho capito quello che vuole il Mister, ma certo di migliorare ad ogni allenamento e dare qualcosa in più di quello che mi si chiede. Spero di essere pronto il prima possibile».

Esordio in Europa
Che tradotto in date, potrebbe essere giovedì prossimo, per la precisione il 20 settembre alle 21.00, quando il Milan affronterà il Dudelange in trasferta nella prima partita di Europa League.
Intanto Mattia Caldara ha già assaggiato la vicinanza con il futuro compagno di reparto Alessio Romagnoli nel match in maglia azzurra contro il Portogallo: «Essere convocati in Nazionale è sempre motivo di orgoglio, giocare in Europa contro giocatori di livello internazionale lo è ancora di più. Ti aiuta a capire la diversità dal calcio italiano che è più tattico, quindi per il mio bagaglio calcistico si tratta di un’esperienza importante».

Idee diverse
Mancini e Gattuso però sembrano aver mostrato idee diverse sull’affidabilità attuale di Caldara, pronto per il ct azzurro, meno per il tecnico calabrese: «Gattuso è molto diretto con me, mi parla spesso, mi dice cosa vuole che faccia. Il rapporto è molto positivo, il dialogo aiuta molto il calciatore. Mi sto impegnando molto, è molto esigente, dovrò migliorarmi ogni giorno. In Nazionale la differenza è il poco tempo. Mancini ci ha fatto capire quello che voleva anche se abbiamo giocato due partite in 48 ore. Da questo punto di vista non è facile. Ci ha fatto capire che vuole una squadra molto corta e che copra la zona della palla. Per me è stato utilissimo, perché ho imparato anche da lui».

Obiettivo Champions
Ora però tocca fissare gli obiettivi con il Milan: «Intanto dobbiamo dare continuità ai risultati se vogliamo stare in alto in classifica, quindi vincere fuori casa, già a Cagliari, perché sono quelle vittorie che a fine stagione ti portano in alto. Attenzione perché i sardi sono un’ottima squadra, lo hanno dimostrato proprio sul campo dell’Atalanta dove hanno giocato con personalità. Ma il nostro obiettivo è quello di arrivare più in alto possibile e proveremo in tutti i modi a raggiungerlo, si la Champions League».