14 novembre 2019
Aggiornato 20:00

Milan: l’equilibrista Fassone, profeta del nulla

La lunga chiacchierata dell’ad rossonero con i tifosi del Milan ha prodotto esiti inadeguati. Tante le domande a tema societario da parte dei fans del diavolo, le risposte di Fassone tutte uguali.

L'ad rossonero Marco Fassone
L'ad rossonero Marco Fassone ANSA

MILANO - «Il senso della mia presenza qui oggi è fare chiarezza. Quando sono per strada e incontro i tifosi del Milan mi rendo conto che c’è desiderio di capire cosa sta succedendo. Sono qui per questo, per rispondere e fare luce sulla situazione del club». Con queste mirabili dichiarazioni d’intenti, Marco Fassone ha aperto l’incontro tanto atteso in programma per oggi pomeriggio alle ore 16.00, diffuso in diretta su Milan Tv e su tutti i canali social del Milan. In effetti l’attesa era tanta, accresciuta dalla coltre di mistero che avvolge le sempre più torbide vicende societarie di un club governato dall’impalpabile Yonghong Li, ma in procinto di passare di mano. Quale mano, se quella dell’imprenditore italoamericano Rocco Comisso e del fondo Elliott che a sua volta troverà qualche altro acquirente, non è ancora dato saperlo. L’unica cosa certa è questo status di incertezza e precarietà ha prodotto come unico risultato la squalifica del Milan dalle coppe europee per mano dell’Uefa. In attesa di un ricorso al Tas che, in mancanza di sostanziali novità societarie, rappresenterà un altro poderoso calcio nel sedere di uno dei club più blasonati e ricchi di storia dell’intero pianeta.

Tante domande
Tornando all’incontro di Marco Fassone con i tifosi del Milan, l’ad si è dimostrato uno straordinario equilibrista, capace di affrontare le decine di domande dei tifosi sulle novità a livello di proprietà declinando le varie opzioni di risposta, ma in sostanza venendone fuori sempre nello stesso modo, svicolando.
Su cosa sta succedendo sulla società: «Sfrutto questa domanda per fare una premessa - l’esordio dell’ad rossonero - . Faccio l'amministratore delegato del Milan, me ne occupo e me ne curo quasi per 24 ore al giorno. Poi ci sono delle cose che passano sopra la mia testa e che riguardano la proprietà e gli azionisti. Su quello non voglio apparire evasivo, ma tante cose non le so neanche io».

Nessuna risposta
Solo per iniziare. E ancora: «Non so se Yonghong Li verserà i 32 milioni di aumento di capitale al fondo Elliott, è un'altra domanda che riguarda la proprietà. Per me è importante che i tifosi sappiano che i 32 milioni il Milan li ha ricevuti settimana scorsa. Ho l'account economico, il mio conto corrente in banca, è molto ricco di denaro. A me non riguarda se i soldi li ha versati uno o l'altro. Io devo stare attento a quello, che ci siano i soldi affinchè il Milan sia gestito bene, per pagare gli stipendi, per pagare i fornitori, per garantirmi di fare un briciolo di campagna acquisti. E questo ho. Dopodichè, chi me li mette? Lo staremo a vedere».
Peccato che sono proprio questi interrogativi a creare turbamento nella tifoseria. Beato Fassone che non è interessato all’argomento.

Futuro incerto
Ma non è finito lo show dell’equilibrista: «Cosa sta succedendo alla società? Sfrutto questa domanda per fare una premessa. Faccio l'amministratore delegato del Milan, me ne occupo e me ne curo quasi per 24 ore al giorno. Poi ci sono delle cose che passano sopra la mia testa e che riguardano la proprietà e gli azionisti. Su quello non voglio apparire evasivo, ma tante cose non le so neanche io».
E dulcis in fundo: «Noi non siamo indovini e non possiamo indovinare se nella testa di Mr. Li ci sarà di vendere un pezzo del club o di tenere il club per il futuro. Questo non lo sappiamo. Io prendo tutte le critiche, compreso quella della trasparenza, anche se ho cercato di rendere il Milan una casa di vetro. Se non diamo delle informazioni è perchè non riguardano il Milan, noi manager non sappiamo nulla delle trattative della proprietà».
Pace e bene alla sete di sapere dei tifosi rossoneri: la lunga confessione sul nulla di Marco Fassone non ha regalato nessuna risposta significativa.