15 dicembre 2019
Aggiornato 00:30

Milan: Commisso non si arrende e rilancia

L’imprenditore italo-americano parla già da presidente: «Questo Milan sette volte campione d’Europa ha una tradizione e una storia di valenza mondiale e non merita di essere trattato così».

Rocco Commisso, imprenditore interessato all'acquisto del Milan
Rocco Commisso, imprenditore interessato all'acquisto del Milan ANSA

MILANO - Chi immaginava un Rocco Commisso furioso dopo l’ennesimo voltafaccia di Yonghong Li nella lunga ed estenuante trattativa per la cessione del Milan non sbaglia di certo. Chi invece pensava ad un definitivo addio al tavolo delle trattative da parte del patron di MediaCom e dei New York Cosmos sbaglia di grosso. Perchè l’imprenditore italoamericano non solo non si arrende e insiste nella sua ferma intenzione di acquistare il club rossonero ma, dopo la sentenza arrivata nella serata di ieri da parte dell'Adjudicatory Chamber del Club Financial Control Body (CFCB) dell’UEFA, parla già da presidente virtuale: «Questo Milan sette volte campione d’Europa ha una tradizione e una storia di valenza mondiale e non merita di essere trattato così».

Dov’è Yonghong Li?
Intervistato dal quotidiano italiano negli Stati Uniti «America Oggi», l’uomo d’affari di origini calabresi, nato a Marina di Gioiosa Ionica nel 1949, ha però chiarito che malgrado la sua ferma volontà di diventare il nuovo proprietario del Milan, esistono ancora degli ostacoli da superare: «La trattativa per l’acquisto del club continua, nonostante la difficoltà di comunicazione personale dovuta alla costante presenza di un emissario. Questo, a mio parere, mina alla base il rapporto fiduciario che dovrebbe esistere in un contesto complesso, ma chiaro, come quello attuale».

Voglio solo il Milan
Ecco la prima frecciatina a Yonghong Li, considerato l’assente ingiustificato in una trattativa nella quale ballano centinaia di milioni e ad un certo punto occorre anche metterci la faccia. Quindi l’affondo decisivo di Rocco Commisso, genuino e sanguigno come la terra da cui proviene: «Chiudo il contratto, ma soltanto alle mie condizioni. Ma sia chiaro, prima devo avere un accordo vincolante, non accetterei mai di essere in minoranza. Il club deve essere mio perchè credo di poterlo gestire e farlo tornare ai massimi splendori. E chiariamo un’ultima cosa, non sono interessato all’acquisto di altre squadre se questa trattativa non andasse in porto. Il Milan è il Milan, con una tradizione che non tutti i club italiani o mondiali possono vantare».