24 ottobre 2018
Aggiornato 02:30

Milan: il grande fallimento di Yonghong Li e Fassone

Non è certo un bel momento per il Milan, almeno da un punto di vista societario. Ora è sempre più evidente l’errore di valutazione della dirigenza rossonera.
Yonghong Li e Marco Fassone
Yonghong Li e Marco Fassone (ANSA)

MILANO - Doveva essere quella la chiave di volta della rinascita rossonera, la vera ragione alla base dell’apparentemente incomprensibile scelta di un imprenditore cinese senza grosse disponibilità economiche: indebitarsi fino all’osso per acquistare - pagandolo almeno il doppio dell’effettivo valore di mercato - un club ricco di storia e tradizione calcistica come l’Ac Milan e sperare perfino di riuscire a guadagnarci su.
Alla base delle strategie messe in pista dal nuovo proprietario Yonghong Li, dal suo fido braccio destro Han Li e naturalmente dal deus ex machina di tutta l’operazione, l’ad rossonero Marco Fassone, dovevano esserci gli abbondanti introiti garantiti dal lavoro di Milan China, la controllata cinese su cui il Milan puntava per avere grandi ricavi commerciali.

Le avvisaglie
Peccato però che il progetto rossonero non solo non ha portato i proventi attesi, ma non ci si è neppure lontanamente avvicinato. Eppure le avvisaglie c’erano state e fin troppo evidenti. Già il 17 ottobre 2017, come riportato dal diariodelweb.it, Francesco Calvo, direttore commerciale del Barcellona F.C., aveva acceso una luce sinistra sulle fin troppo rosee previsioni del Milan: «Si parla tanto dello sfruttamento del mercato cinese, ma i ricavi da quel mercato sono inferiori a quanto alcune squadre italiane aspirano ad avere. Il mercato cinese è molto particolare: solo Barcellona, Manchester United e Real Madrid riescono a generare ricavi, perché quel mercato è orientato su se stesso».

Fallimento di Milan China
E ancora: «Ognuno fa i suoi calcoli, ma il Barcellona, che ha da 4 anni un ufficio a Hong Kong, ricava il 15% delle cifre cui alcuni club italiani aspirano». Evidente il riferimento al Milan che nel primo dossier presentato all’Uefa per ottenere il voluntary agreement prevedeva già da subito introiti commerciali per 60 milioni. Se pensiamo che il Barcellona, che è insieme al Real Madrid, il club più popolare in Cina, ne incassa appena 13, è evidente che Yonghong Li, Han Li e Marco Fassone non si siano decisamente regolati.
Oggi, a distanza di diversi mesi, la conferma. Intanto è iniziata a Changchun la serie di tre eventi, organizzati da Milan China, nei quali verrà presentato il progetto siglato dai rossoneri con il CNGEF (China’s Next Generation Education Foundation) per avviare e promuovere la divulgazione del calcio nelle scuole elementari. Ieri il progetto è stato a Guangzhou, mentre oggi a Sanya sarà presente anche il presidente rossonero, Yonghong Li. Basterà per muovere qualcosa nel mercato cinese?