20 agosto 2018
Aggiornato 14:30

Milan: scacco all’Uefa in 4 mosse

Inviata a Nyon la memoria difensiva del Milan per evitare l’esclusione dalle coppe. Tre i punti chiave, più una mossa a sorpresa che potrebbe far pendere l’ago della bilancia a favore dei rossoneri.
L'ad rossonero Marco Fassone
L'ad rossonero Marco Fassone (ANSA)

MILANO - Rien ne va plus, les jeux sont faits. A meno di clamorosi stravolgimenti dell’ultimo minuto, i giochi ormai sono chiusi. La memoria difensiva, redatta dalla task force messa in piedi da Marco Fassone e  raccolta in 25 pagine, è stata inviata a Nyon e adesso si attende solo la sentenza della camera giudicante che dovrebbe arrivare intorno al 19 giugno.
Per convincere il massimo organo del calcio europeo a non escludere il Milan dalla prossima edizione dell’Europa League, l’ad rossonero punterà sostanzialmente su tre punti chiave: il debito in bilancio si riferisce al triennio precedente all’attuale gestione (quella berlusconiana, per intenderci) e quindi non sarebbe corretto punire l’attuale dirigenza; poi il principio di eguaglianza, visto che altri club nella stessa situazione del Milan non hanno subito l’esclusione dalle coppe; terzo punto è quello relativo alla rigidità dell’UEFA in caso di mancato rifinanziamento, argomento che club rossonero contesta in quanto si tratterebbe di un processo alle intenzioni non suffragato da fatti concreti.

Mossa a sorpresa
Ma il vero coniglio dal cilindro che Marco Fassone ha in serbo per l’Uefa potrebbe essere un altro: la novità delle ultime ore potrebbe essere infatti la presentazione di garanzie bancarie per 100 milioni di euro, vale a dire l’ammontare circa delle perdite previste. Indubbiamente un segnale forte di solidità societaria e probabilmente la mossa decisiva per evitare l’esclusione dalle coppe europee.
Era questa infatti una delle richieste dell’Uefa al momento della richiesta da parte del Milan del voluntary agreement. Allora il board di Nyon, in mancanza di notizie certe sulla consistenza patrimoniale di Yonghong Li, chiese fideiussioni bancarie o il deposito dell’intera somma. Fassone allora rispose con un secco no, ma ora le cose sembrano essere cambiate: lo spettro dell’esclusione dalle coppe è un’onta troppo grave da poter tollerare. Ne va del buon nome del Milan e dei suoi 119 anni di gloriosa storia.