21 maggio 2019
Aggiornato 06:30

Milan, Gattuso: messaggio a Fassone e Mirabelli

Il tecnico rossonero rispedisce al mittente le critiche alla squadra ma chiede a gran voce quegli aggiustamenti necessari per fare il salto di qualità con il Milan.

Gattuso tenta di riportare la calma tra l'arbitro e i suoi calciatori
Gattuso tenta di riportare la calma tra l'arbitro e i suoi calciatori ( ANSA )

MILANO - Il 4-0 finale incassato dal Milan per mano di una Juventus cinica oltre misura che ha approfittato delle debolezze e degli errori di gioventù del Milan più giovane della storia ha lasciato l’amaro in bocca a Gennaro Gattuso. Anzi, qualcosa di più: «Io sono qui che sto a rodermi dentro per la rabbia e mi venite a fare certe domande», la reazione del tecnico calabrese ad una domanda oggettivamente insulsa e fuori luogo di un collega su Vincenzo Montella nella conferenza stampa del post-partita.
Al di là del risultato impietoso però non tutto è da buttare per l’allenatore rossonero: «La nostra è stata una partita ben giocata e il risultato è da considerasi bugiardo. Nel primo tempo le migliori occasioni le abbiamo avute noi e anche la ripresa è iniziata con le nostre offensive. Poi è arrivato il primo gol bianconero e la squadra è crollata. Che la Juventus abbia qualcosa più di noi e che il Milan deve crescere è un dato di fatto, ma alla squadra non posso rimproverare nulla. Dico sempre che l’esperienza non si compra al supermercato e la giovane età di tantissimi rossoneri alla fine ha pesato nell’equilibrio della partita».

Giù le mani da Gigio
Tra i tanti giovanissimi calciatori del Milan, il principale responsabile della disfatta rossonera all’Olimpico è stato il portiere Donnarumma: «Gigio ha commesso alcuni errori - la spiegazione di Gattuso - ma non abbiamo perso per colpa sua. Se adesso siamo qui a parlare di questa sconfitta è per gli errori di tutti, dei calciatori, dello staff tecnico e naturalmente anche del sottoscritto. Adesso il difficile è raccogliere i cocci ma non dobbiamo correre il rischio di buttare tutto il lavoro svolto in maniera apprezzabile negli ultimi mesi. Sappiamo che giocare contro un’Atalanta tarantolata dopo una scoppola del genere può essere pericoloso, ma dobbiamo farlo per noi e per i tantissimi tifosi che ci seguono, compresi gli oltre 30.000 che erano qui a Roma a sostenerci».

Ora serve altro
Qualcuno ha sottolineato quell’episodio alla fine del primo tempo, la mancata ammonizione a Benatia per un fallo su Calhanoglu, che ha scatenato la reazione dei calciatori rossoneri tanto da indurre Gattuso ad entrare in campo per calmare i suoi ragazzi: «Si è vero, forse ha avuto un peso sulla tranquillità della squadra nella ripresa ma non abbiamo certo perso per colpa dell’arbitro. Certe partite si devono giocare con lo spirito giusto e quando le fai senza la dovuta esperienza c’è il rischio di toppare. Per completare questa rosa e alzare l’asticella serve un certo tipo di calciatori, dotati di carisma, esperienza e attitudine alla vittoria. La gioventù va bene, la base per crescere c’è ma adesso bisogna fare qualcosa per migliorare la qualità complessiva di questa rosa».
Il messaggio a Fassone e Mirabelli è forte e chiaro: le condizioni di Gattuso per restare e riportare il Milan ai fasti di un tempo sono sul tavolo.