15 settembre 2019
Aggiornato 21:30

Milan: Mirabelli piazza gli ultimi tre colpi, Yonghong Li dice no

Il Milan prepara l’addio a Mirabelli già in vista dell’estate e tre indizi lo confermano. Solo un finale di stagione con il successo in Coppa Italia potrebbe cambiare un destino che appare già scritto.

Massimo Mirabelli, ds del Milan
Massimo Mirabelli, ds del Milan ANSA

MILANO - Ieri a Milanello è andato in scena un momento di riappacificazione. Non che i tre protagonisti della reunion, l’ad rossonero Marco Fassone, il tecnico Gennaro Gattuso e il direttore dell’area tecnica Massimiliano Mirabelli, abbiano mai litigato tra loro, ma il momento topico della stagione esigeva un gesto chiaro e limpido nei confronti di tutto l’universo Milan, dalla squadra fino all’ultimo dei tifosi. Resta il fatto che il summit avvenuto ieri pomeriggio nel centro sportivo di Carnago - e non nella sede del club in via Aldo Rossi - se ci si augura possa aver avuto un effetto calmierante sugli umori dei rossoneri, non ha modificato uno scenario che appare a questo punto ineluttabile: Max Mirabelli a fine stagione saluterà il Milan.

Tre bocciature
Al di là degli insoddisfacenti risultati sul campo di una squadra del tutto rivoluzionata dal caterpillar guidato dal dirigente calabrese, arrivano alcuni indizi dalla Cina a conferma della nostra teoria. Si tratta della bocciatura degli ultimi tre colpi praticamente già messi a segno per la prossima stagione da Mirabelli. Tre innesti a parametro 0, quindi senza alcun esborso di danaro, che sembravano cosa fatta e che invece non vedranno mai il famoso passaggio alle cose formali.

No a Ki e Rogel
Il primo è Ki Sung-Yueng, centrocampista coreano classe '89 in scadenza con lo Swansea al termine della stagione. L’accordo tra il Milan e l’entourage del giocatore era stato chiuso da tempo, la chiusura però non è mai arrivata ed ora Ki è pronto ad accettare l’offerta dell’Everton. Qualcosa di simile a quello che è accaduto anche con l’uruguayano Agustin Rogel, difensore classe '97 del Nacional di Montevideo, uruguaiano, contratto in scadenza nel prossimo giugno e offerto al Milan dallo scorso gennaio. Anche in questo caso, brusca frenata per la ferma volontà della proprietà cinese che ha deciso di non avallare questo tipo di operazione.

Niente Bernard
Dulcis in fundo, arriviamo a Bernard, pseudonimo di Bernard Anício Caldeira Duarte, calciatore brasiliano con passaporto spagnolo, centrocampista dello Shakhtar. Secondo la stampa internazionale, il fantasista verdeoro aveva accettato la corte serrata di Mirabelli, ma anche in questo caso la chiusura della trattativa è arrivata dall’alto, anzi da oriente, visto che è stata la proprietà cinese a bloccare e bocciare l’operazione, anche questa a costo zero.
Pare fin troppo evidente che la fiducia nei confronti del direttore dell’area tecnica, fortemente voluto da Marco Fassone, sia scesa ai minimi termini e a questo punto il suo addio al Milan appare inevitabile. A meno che il 9 maggio non dovesse arrivare inaspettata la vittoria del Milan in Coppa Italia contro la Juventus. In quel caso gli scenari potrebbero cambiare, ma intanto i colpi Ki, Rogel e Bernard sono sfumati.