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Il senso di Buffon per l’onestà

L’incredibile sfogo del portiere bianconero a fine partita lascia tutti a bocca aperta, suscitando lo sconcerto dei tifosi (principalmente quelli milanisti), memori della dichiarazioni beffarde di Buffon dopo il famigerato gol di Muntari.

L'aggressione verbale di Buffon all'arbitro Oliver
L'aggressione verbale di Buffon all'arbitro Oliver (ANSA)

MILANO - Oggi l’Italia del pallone è spaccata in due: da una parte gli juventini, dall’altra il resto del mondo. Una frattura netta, amplificata oltre misura dalle struggenti dichiarazioni di Gianluigi Buffon, totem del football italico, davanti ai microfoni delle televisioni ben oltre il 90’, quindi a mente già abbondantemente raffreddata. Argomento di discussione, naturalmente, il discusso rigore che ha deciso la qualificazione tra Real Madrid e Juventus: «Era sicuramente una azione dubbia al 93’ - le parole del portierone nazionale con la voce rotta dall’emozione - dopo che all’andata non ci hanno dato un rigore al 95'. Un arbitro all'altezza non infrange il sogno di una squadra che ha messo tutto in campo per 90 minuti. Ha voluto fare il protagonista. Un essere umano non può fischiare un episodio stra-dubbio, dopo una gara del genere a meno che al posto del cuore non abbia un bidone dell’immondizia. Se non hai la personalità per stare a questi livelli, allora vai in tribuna con la famiglia, compra le patatine e goditi lo spettacolo».

L’immunità di Gigi
Parole dure come macigni che ad un altro qualsiasi calciatore praticante sul globo terracqueo avrebbero procurato una ricca squalifica, minaccia che invece a Buffon scivola via visto che quella del Bernabeu sarà comprensibilmente la sua ultima partita in Champions League. Resta il dubbio che una certa sensazione di invulnerabilità diffusa, accumulata da Gigione in anni e anni di onorata carriera e successi strepitosi in ogni angolo del pianeta, debba aver fatto sedimentare nel cuore del numero uno bianconero la convinzione di una immunità inattaccabile. Altrimenti come spiegare l’attacco frontale di Buffon al malcapitato arbitro Mark Oliver?

Irriconoscenza
«Non sei un uomo - lo sfogo del capitano juventino nei confronti del direttore di gara -, queste cose qua le fanno gli animali, non gli uomini». E ancora: «Non sapeva che era la mia ultima partita in Champions? Con che coraggio mi ha espulso? L'arbitro ha avuto un abbaglio, ma non accetto che un professionista che arbitra una gara simile con due squadre simili non abbia personalità, coraggio e capacità di essere sereno e tranquillo. Non ha visto la partita d'andata, era impreparato. Fischiare un rigore del genere, dopo una gara memorabile, espellendo uno mai espulso per proteste alla mia ultima gara non esiste. Sei un animale. Non esiste, 18 eroi hanno fatto qualcosa di epico».

Memoria storica
Per farla breve e cercare di reinterpretare il pensiero del filosofo Buffon, il signor Oliver avrebbe dovuto lasciare corre l’entrata di Benatia (che per la cronaca ha abbattuto da dietro lo spagnolo Lucas Vasquez pronto a ricevere la sponda di Ronaldo piazzato ad un metro dalla linea di porta) solo perchè la Juventus aveva giocato una partita straordinaria e non meritava di essere eliminata. O addirittura perchè all’andata non era stato concesso un rigore netto - sempre secondo Buffon - alla Juventus.
Non ce ne voglia il portiere bianconero, ma quella del post-Bernabeu non è stata una bella figura. Senza contare gli strascichi polemici che si sono inevitabilmente scatenati dopo l’uscita a farfalle di Buffon, inglorioso protagonista del famigerato gol di Muntari ben noto ai tifosi milanisti, quando il capitano della Juve ebbe l’ardire di dichiarare allegramente: «Se anche me ne fossi accorto non avrei aiutato l’arbitro».