2 dicembre 2022
Aggiornato 01:00
Calcio | Juventus

Massimilano Allegri: «Siamo ancora troppo sull'altalena»

La Juve riparte contro il Maccabi dopo il ko in campionato contro il Milan: «Sarà una battaglia sportiva - dice Massimiliano Allegri a Sky - con ambiente e tifosi caldi. Serve fare bene, soprattutto da punto vista dell'atteggiamento»

Il tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri
Il tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri Foto: Agenzia Fotogramma

Champions, si parte con il girone di ritorno. La Juve riparte contro il Maccabi dopo il ko in campionato contro il Milan. «Sarà una battaglia sportiva - dice Massimiliano Allegri a Sky - con ambiente e tifosi caldi. Serve fare bene, soprattutto da punto vista dell'atteggiamento, serve combattere e lottare su ogni pallone, su ogni centimetro. Una vittoria ci consentirebbe di andare a Lisbona a giocarci una partita importante».

Cosa manca a questa Juve rispetto a quelle del passato. «Fare paragoni col passato non serve, credo che questa sia un'ottima squadra, ora serve crescere. Penso sia normale, dopo tanti anni di vittorie, che arrivi un tempo necessario per ricostruire. La Juve è sempre vista come quella che tutti gli anni debba vincere, e noi facciamo il possibile, ma siamo ancora troppo sull'altalena. Non dobbiamo illuderci dopo due vittorie, in questo momento serve essere pratici. Dal punto di vista tecnico, fisico e mentale. E dare continuità ai risultati».

Su cosa serve intervenire: «C'è solo da switchare e capire quando ci sono momenti nella partita dove subiamo situazioni sfavorevoli. È capitato anche col Maccabi ultimo quarto d'ora. Dobbiamo sempre restare nella partita. Se esci gli altri ti possono fare gol. A volta va bene, altre male».

Su Vlahovic, Di Maria e Milik insieme: «Ora è difficile, anche per le loro caratteristiche. Milik devo gestirlo a livello fisico. Le partite ormai si fanno in 15, tolto il portiere. È importante chi gioca ma anche chi entra. Per vincere serve una grande partita - aggiunge poi in conferenza stampa - Ma la cosa basilare è avere molta attenzione, nella fase difensiva e in tutti i momenti dove, in questo momento, abbiamo lasciato delle cose per strada».

Dopo il Milan ha parlato di uscirne 'con le buone o con le cattive': «È un modo di dire, ma ora serve tirar fuor qualcosa in più. L'attenzione in più fa la differenza. Senza stravolgere il mondo, però serve avere cuore e passione diverse». Che corde ha toccato nello spogliatoio col gruppo: «Il fatto che domani c'è la possibilità di giocare, è un'opportunità per rialzarci. Le due partite vinte di fila avevano illuso un po' tutti, ma non bisogna farlo. Bisogna essere pratici. È un percorso: crescere, mettersi in discussione, avere voglia di creare i presupposti per raggiungere nuovi obiettivi. Ma noi in campo non dobbiamo più commettere errori come quelli fatti ripetutamente in questo inizio campionato».

Anche il Psg ha faticato in trasferta col Maccabi: «Più che la pressione, bisogna essere consci dell'importanza della partita, che è complicata. Poi le sfide vanno vinte sul campo. Serve avere attenzione e rispetto, così come in ogni match. E, soprattutto, non dobbiamo dare dei vantaggi e non uscire dalla partita. Credo che ci sia un percorso di crescita, ma non deve essere un alibi. È normale che l'esperienza si faccia giocando, e pagando con certi errori. È un percorso iniziato dopo tanti anni di vittorie. Dall'esterno sembra facile: finiscono i cicli, si cambiano i giocatori e dopo tre mesi vinci. Non è così. E proprio per questo bisogna fare molto di più per raggiungere gli obiettivi.

Pioli: «Dimostrare che Londra è stata solo un episodio»

Archiviata la vittoria in campionato contro la Juventus, il Milan si rituffa in Champions per dimenticare la sconfitta di Londra contro il Chelsea. «Dobbiamo dimostrare che è stato solo un episodio - dice Pioli in conferenza stampa - e che non deve essere la normalità. Siamo rimasti delusi, siamo in grado di fare cose migliori. Domani sarà un'altra partita, ma dobbiamo imparare dagli errori. Giochiamo contro una squadra che, oltre alle sue qualità, ha approfittato dei nostri errori».

De Ketelaere «ha avuto un affaticamento, non ci sarà col Chelsea. Credo sia difficile il recupero anche per domenica (contro il Verona, ndr). Messias torna nei convocati. Formazione? Siamo usciti bene mentalmente dalla sfida con la Juve, abbiamo recuperato le energie. Ma deciderò domattina». Rispetto alla partita di Londra «non dobbiamo vivere nei dubbi e nelle preoccupazioni, la squadra deve giocare al proprio livello. Tecnico, tattico, di energia e mentale. Serve questo per competere contro grandi avversari come Chelsea e Juve».

Ci sono partite che vanno oltre i tre punti: «Domani vale tanto, per i punti, per il valore degli avversari e per la nostra crescita». Tre anni al Milan, l'esperienza più lunga della sua carriera. «È stato un percorso dove ci siamo, e mi sono concentrato giorno per giorno. Non è scontato e nemmeno giusto pensare troppo al futuro. Serve pensare al presente. A lavorare bene con giocatori, club e ambiente».