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Mancini a Roma: intesa con la Nazionale ad un passo

Il tecnico marchigiano è sempre più vicino ad ereditare la panchina di Luigi Di Biagio e che fu di Ventura

Roberto Mancini, candidato numero uno alla panchina della Nazionale
Roberto Mancini, candidato numero uno alla panchina della Nazionale (ANSA)

ROMA - Il tempo stringe, la panchina della nazionale italiana ha bisogno di un nuovo padrone dopo il fallimento di Gian Piero Ventura (incapace di portare gli azzurri al campionato del mondo in Russia) e l'interregno di Luigi Di Biagio, destinato a lasciare le chiavi di Coverciano al suo successore. Alessandro Costacurta è l'uomo delegato dalla Federazione per la scelta del nuovo commissario tecnico, impresa facile solo sulla carta ma che si è dimostrata sin da subito una strada in salita: dapprima il rischiatutto su Carlo Ancelotti, inizialmente orientato verso il sì ma che poi ha fatto marcia indietro, quindi l'ipotesi del ritorno di Antonio Conte e le scelte più azzardate che portavano ai nomi di Gasperini, Ranieri e dello stesso Di Biagio, promosso dall'Under 21 temporaneamente ma con poche speranze di essere confermato.
 

Conto alla rovescia

Ma il nome che da sempre ha convinto tutti in federazione, anche perchè l'unico che fin dall'inizio ha dato piena disponibilità a trattare, senza se e senza ma, anzi pronto a rompere il suo contratto con lo Zenit San Pietroburgo per guidare la Nazionale; nome che ovviamente è quello di Roberto Mancini, avvistato a Roma e che è già al terzo colloquio con Costacurta, segno che l'operazione è davvero ben avviata. Mancini è il profilo adatto per rialzare l'Italia: elegante, esperto ma non anziano, vincente e con conoscenza di quasi tutti i campionati europei e, particolare non indifferente, fiero ed orgoglioso di assumere il ruolo di commissario tecnico. I dettagli economici non dovrebbero rappresentare un ostacolo insormontabile e l'ex allenatore dell'Inter è pronto a ridursi sensibilmente lo stipendio pur di intraprendere questa nuova avventura; la sensazione, insomma, è che la panchina della nazionale italiana stia realmente per trovare il suo occupante.