28 febbraio 2020
Aggiornato 07:30
Milan: ormai è chiaro chi è il vero insostituibile

Gattuso ha capito chi è l’unico, vero insostituibile del Milan

La vittoria sofferta contro il Chievo ha confermato il momento magico del Milan ed evidenziato chi è l’unico calciatore a cui Gattuso non può rinunciare.

I rossoneri festeggiano Romagnoli dopo un gol
I rossoneri festeggiano Romagnoli dopo un gol ANSA

MILANO - Chiamatelo «Wolf-risolvoproblemi», come il celeberrimo protagonista di Pulp Fiction interpretato da Harvey Keitel, anche se il suo vero nome è Alessio Romagnoli, professione difensore centrale e autentica colonna portante del nuovo Milan targato Gattuso. Un altro illustre uomo di cinema, l’attore e regista italiano Nanni Moretti, ha incastonato in uno dei suoi primi film «Ecce Bombo» un interrogativo rimasto celebre: «Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?» Ecco, parafrasando questa illuminante questione esistenziale, è bastato che il difensore rossonero mancasse all’appello domenica pomeriggio contro il Chievo, colpa di un banale problemino muscolare, per far accendere i riflettori sulla poca permeabilità del reparto arretrato del Milan in sua assenza. 

Difesa imperforabile
Escluse le due partite contro l’Arsenal, di cui abbiamo discusso a lungo e che rappresentano l’unica nota stonata di questo inizio 2018, nelle ultime 7 partite tra campionato, Coppa Italia ed Europa League giocate dal Milan prima del match casalingo di ieri contro il Chievo, i rossoneri avevano subito la bellezza di 0 gol. Naturalmente con Alessio Romagnoli a presidiare la retroguardia accanto a capitan Bonucci. Facendo addirittura gridare al miracolo per la stupefacente imperforabilità della difesa milanista. Nel pomeriggio di ieri, con Zapata a far coppia con l’ex centrale della Juventus, il depresso Chievo di mister Maran ha infilato il malcapitato Donnarumma addirittura due volte nel breve volgere di 100 secondi.

Indispensabile
Senza voler scaricare tutte le responsabilità sul colombiano, è apparso evidente quanto Romagnoli sia diventato indispensabile per la difesa rossonera. È il classe ’95, con il suo rendimento stellare, ad aver contribuito alla crescita e all’ambientamento di un difensore esperto come Bonucci, e non il contrario. Così come è l’ex sampdoriano ad aver elevato la qualità delle prestazioni dell’intera squadra milanista, turando tutte le falle che si aprono dietro, svettando imperiosamente su qualsiasi pallone vagante a centro area e garantendo sicurezza ed affidabilità ai compagni di reparto, ma anche a centrocampisti ed attaccanti. L’augurio che oggi si fanno i tifosi rossoneri è di non dover fare mai più a meno di Wolf-risolvoproblemi, perchè con lui in campo è tutto un altro Milan.

Almeno 100 milioni
Un paio di annotazioni per concludere: la prima a proposito di confronti, perchè finalmente per Romagnoli può essere sdoganato il paragone ingombrante con Alessandro Nesta, confezionato forse troppo in fretta al suo arrivo a Milano, ma adesso pronto per essere utilizzato. 
La seconda invece riguarda il mercato e le sue pazze quotazioni: se Virgil van Dijk è costato al Liverpool 85 milioni e Aymeric Laporte è stato pagato 65 dal Manchester United, oggi il valore di Alessio Romagnoli - che è più forte, nonchè più giovane di entrambi - non può essere inferiore ai 100-120 milioni. Così, giusto per lanciare un messaggio ai tanti club che a giugno verranno a bussare alla porta di Mirabelli, affascinati dalla classe purissima del talento di Anzio.