24 giugno 2019
Aggiornato 12:30
MotoGP | Gran Premio del Qatar

Zarco batte la Honda e le strizza l'occhio: sarà il nuovo compagno di Marquez?

Ieri lo ha sconfitto nella corsa alla pole position a Losail, ma domani Johann potrebbe condividere il box con Marc. Anche se tutte le squadre lo corteggiano...

Johann Zarco stringe la mano a Marc Marquez dopo le qualifiche in Qatar
Johann Zarco stringe la mano a Marc Marquez dopo le qualifiche in Qatar ( Michelin )

DOHA – Ieri hanno incrociato le loro ruote in pista, nelle qualifiche del Gran Premio del Qatar, da avversari diretti. Ma domani, Johann Zarco e Marc Marquez potrebbero diventare compagni di squadra. Già, perché proprio la Honda, che per la stagione 2019 ha ancora libero il sellino attualmente occupato da Dani Pedrosa, che non ha tuttora rinnovato il suo contratto in scadenza, si è unita alla lunga lista di squadre interessate a ingaggiare il giovane francese. È stato lui stesso a rivelarlo, affermando che una destinazione del genere non gli dispiacerebbe, e che non nutrirebbe alcun timore reverenziale all'idea di condividere il box con il campione del mondo in carica. «Perché dovrei essere spaventato? – ha commentato – Essere il compagno di squadra di Marquez potrebbe essere positivo. La Honda è una specie di dream team: mi ricordo quando ero giovane che guardavo le foto di Mick Doohan, poi Valentino Rossi, ora Marquez. È sempre una bella squadra da vedere. Ma devo aspettare per prendere una decisione, e prendermela comoda: prima di tutto corriamo le prime tre gare, poi lo sapremo. La prestazione della moto sarà sicuramente un fattore importante, ma vedremo anche quali opportunità mi si presenteranno. Ho fatto degli ottimi test, ma fare delle belle gare sarebbe diverso».

Marquez pronto ad accoglierlo
All'operazione avrebbe dato il suo benestare anche Marquez in persona, che del resto ha avuto occasione proprio ieri di misurare le capacità del portacolori del team Tech3, che lo ha battuto di due decimi nella corsa alla pole position. «La decisione spetta solo alla Honda – ha ribadito il sei volte iridato – Quanto a me voglio solo il compagno di squadra più veloce disponibile. Credo che sia positivo avere un pilota molto, molto competitivo, di alto livello, nel tuo stesso garage, perché aiuta lo sviluppo e il miglioramento della moto e l'atmosfera nel team. Dani è molto veloce e lo sarà anche quest'anno, ma Johann è stupefacente, quindi non saprei chi scegliere. Io, personalmente, ho già firmato, per cui sono felice».

Tutti lo vogliono
Tuttavia, per assicurarsi i servigi di Zarco, la Honda dovrà prima battere un'agguerrita concorrenza. La Yamaha, pur avendo già riconfermato entrambi i suoi piloti Valentino Rossi e Maverick Vinales, si è detta disponibile ad offrire al transalpino una terza moto ufficiale, da affidare ad una squadra satellite, pur di non farlo scappare altrove. E tra le case che bussano alla sua porta ci sarebbe pure la Ducati, che si dice abbia già preso contatto con il suo manager, nonostante le dichiarazioni formali secondo cui la priorità sarebbe quella di prolungare il matrimonio con Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo. Per non parlare di Suzuki e Ktm, che ormai da tempo lo corteggiano: «Non nascondo che Johann è uno dei piloti con cui vorremmo parlare per il futuro, ma sottolineo anche che non è compreso nel pacchetto che abbiamo sottoscritto con Tech3 – ha chiarito il direttore sportivo di Ktm, Pit Beirer, al sito ufficiale della MotoGP – Sono felice e orgoglioso che Poncharal abbia avuto fiducia nel nostro progetto, e che abbiamo un team così fantastico dalla nostra parte: ora iniziamo a lavorare sui piloti». L'approdo di Johann al costruttore austriaco potrebbe del resto essere ulteriormente favorito dal fatto che la sua attuale formazione, la Tech3 appunto, ha appena firmato un accordo per diventarne team satellite dal 2019. Ma il team principal Hervé Poncharal non intende mettersi in mezzo alle decisioni sul futuro del proprio pupillo: «Ho sempre detto, fin dalla fine del 2017, che se non offriranno a Johann una moto ufficiale c'è qualcosa di sbagliato nel nostro mondo. Non interferiremo con la sua decisione: lui deve scegliere la sua strada e la squadra deve rispettarlo».