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Calhaloglu e Ozil, gemelli diversi di Milan e Arsenal

La partita tra Milan e Arsenal ha messo in evidenza una fondamentale differenza tra i principali talenti delle due squadre: da una parte il rossonero Calhanoglu, dall’altra Ozil.

Ozil vanamente contrastato dal milanista Suso
Ozil vanamente contrastato dal milanista Suso (ANSA)

MILANO - Se parliamo di gemelli, in riferimento al confronto che ha messo di fronte negli ottavi di Europa League Milan e Arsenal, il pensiero va immediatamente ai due fantasisti turco-tedeschi Hakan Calhanoglu e Mesut Ozil. A parte la differenza fondamentale da un punto di vista politico nella scelta della nazionale a cui offrire i propri servigi (entrambi nati in Germania da una famiglia turca, hanno scelto due destini diversi dal punto di vista calcistico, il milanista ha abbracciato la Turchia, il Gunner ha preferito la nazionalità tedesca), per tanti altri aspetti possono essere accomunati. Simili di corporatura, simili quanto ad aspetto fisico, simili per caratteristiche tecniche ed attitudini al gioco.

Ozil illuminante
O almeno questo è quello che speravano i tifosi del Milan prima del big match di San Siro che li avrebbe visti contrapposti. Perchè la classe dispensata da Ozil per lunghi tratti del match, almeno quelli che hanno poi di fatto deciso l’esito della partita, ha letteralmente fatto impallidire il collega ed avversario milanista. Tocchi di prima illuminanti, aperture sempre puntuali, la capacità innata di farsi trovare libero e servire dei cioccolatini deliziosi ai compagni meglio posizionati. È stata questa la partita del fantasista dell’Arsenal, alla fine uno dei migliori in campo della banda di Wenger, entrato nel tabellino del match con due sontuosi assist, entrambi decisivi, messi sui piedi rispettivamente di Mkhitaryan e di Ramsey.

Manovra lenta e involuta
Dal canto suo, invece, il buon Calhanoglu si è appiattito al livello dei suoi compagni di squadra, evidenziando un limite che potremmo estendere anche agli altri due uomini d’ingegno del Milan, Bonaventura e Suso: la totale incapacità di giocare di prima, oppure al massimo a due tocchi, disciplina nella quale Ozil eccelle. Ecco, se il turco milanista - ma mettiamoci anche i pariruolo Jack e Jesus - imparasse del collega tedesco la capacità si semplicare il gioco anzichè corredarlo troppo spesso di ghirigori inutili e di barocchismi infruottosi, giocare rapidamente invece di perdere quasi sempre un tempo di gioco per servire i compagni, siamo sicuri che tutta la manovra del Milan, ieri apparsa lenta e involuta, ne guadagnerebbe. Ha ragione mister Gattuso quando dice che la squadra è giovane e certe legnate possono servire per crescere, l’importante è mettere a frutto certe lezioni ed imparare da chi è più bravo.