23 settembre 2018
Aggiornato 08:00

Milan: sono stati Bonucci e Montolivo a decidere di non giocare il derby

Ancor prima della decisione ufficiale della Federazione, i calciatori rossoneri erano concordi nel rinviare la gara con l'Inter
Leonardo Bonucci, difensore e capitano del Milan
Leonardo Bonucci, difensore e capitano del Milan (ANSA)

MILANO - La morte di Davide Astori ha colpito profondamente l'intero ambiente milanista, scosso dalla scomparsa di un calciatore nato e cresciuto nel settore giovanile rossonero in cui il difensore aveva compiuto tutta la sua trafila, conoscendo tutti a Milanello e rimanendo legatissimo al club. Luca Antonelli ed Ignazio Abate, compagni di Astori proprio negli anni dello svezzamento calcistico, sono stati i più colpiti nel momento in cui la notizia ha raggiunto l'allenamento del Milan, con Antonelli fuggito in lacrime dopo una veloce doccia e rinchiuso nella sua casa di Monza a piangere per il resto della domenica.

Decisione unanime

Avvertito della scomparsa di Astori attorno alle 12, Gattuso ha parlato con la squadra che si è poi riunita nello spogliatoio per capire come affrontare un derby che aveva a quel punto perso ogni significativo emotivo e sportivo e i 70 mila spettatori previsti a San Siro alle 20:45 non avrebbero caratterizzato più una partita lontana dallo spettacolo atteso nel capoluogo lombardo, importante per il campanilismo cittadino ma anche per la classifica. Il capitano rossonero, Leonardo Bonucci, e l'ex capitano Riccardo Montolivo hanno immediatamente contattato l'interista Andrea Ranocchia al telefono, esprimendo la loro emozione ma già fermamente convinti che non si dovesse scendere in campo per disputare il derby. "Noi non giochiamo", hanno più o meno sentenziato i due rossoneri, immediatamente coadiuvati da Ranocchia e da tutta l'Inter, uniti nel rispetto di una morte inattesa e dolorosa. Mancavano ancora più di due ore al comunicato ufficiale che rinviava l'intera 27.ma giornata di serie A, ma Milan ed Inter avevano già deciso di non giocare la gara più importante del giorno, infischiandosene della classifica, delle televisioni e dell'attesa spasmodica di un calcio che stavolta si è inchinato di fronte ad un ragazzo di 31 anni che non c'è più. Per una volta, senza polemiche o ripicche, il calcio milanese si è preso per mano fermandosi davanti al loro ex sfortunato collega.