27 giugno 2019
Aggiornato 04:30

Gattuso: c’è ancora un aspetto su cui lavorare

Contro la Sampdoria il nuovo Milan targato Gattuso ha giocato probabilmente la sua miglior partita stagionale. Eppure, al tramonto del match, ha rischiato davvero grosso.

Gennaro Gattuso striglia i suoi
Gennaro Gattuso striglia i suoi ( ANSA )

MILANO - Quando al minuto 44 del secondo tempo di Milan-Sampdoria, con i rossoneri avanti per 1-0, Fabio Quagliarella si è involato sulla sinistra e ha messo in mezzo un cross dipinto dal suo ottimo sinistro che Caprari non ha avuto la freddezza di trasformare nel gol del pareggio (ancora una volta Ricardo Rodriguez è apparso in colpevole ritardo) un brivido gelato ha percorso la schiena dei 50.000 di San Siro e di tutti i tifosi rossoneri davanti ai teleschermi. Sarebbe stata una beffa colossale, alla luce di quanto mostrato da entrambe le squadre fino a quel punto del match.

Partita esemplare
Il Milan aveva fino a quel momento giocato una partita esemplare, certificata da numeri inoppugnabili: 16 tiri contro i 4 della Samp, addirittura 8 nello specchio della porta di Viviano, ben 22 giocate in area avversaria, la migliore gara per indice di pericolosità di tutto il campionato rossonero. Eppure, se l’attaccante doriano non fosse arrivato un pelino scoordinato su quel pallone di Quagliarella oggi Bonucci & compagni sarebbero a mordersi i gomiti nel chiuso dello spogliatoio di Milanello.

Rischio da non correre
Come ha sottolineato il sempre puntuale Giacomo "Jack" Bonaventura, per altro il match winner contro la Sampdoria, «Abbiamo giocato bene e forse avremmo potuto anche chiudere prima la gara segnando un'altra rete». Bene, togliamo pure il forse. Al termine della miglior partita giocata fin qui dal Milan non è possibile rischiare di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano. Da questo punto di vista, cattiveria sotto porta, concentrazione nell’ultimo passaggio, capacità di chiudere gli incontri, mister Gattuso ha ancora un bel po’ di lavoro da fare. Altrimenti c’è il pericolo di vanificare quanto di buono fatto fin qui. E nessuno in Casa Milan vuol correre questo rischio.