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Milan, orgoglio Gattuso: «Giù le mani da quei tre»

Alla vigilia di Spal-Milan, in programma sabato pomeriggio alle 15.00, il tecnico rossonero ha difeso a spada tratta alcuni suoi calciatori e ha confessato immensa stima per Calhanoglu.

Gattuso e uno dei suoi pupilli, il turco Calhanoglu
Gattuso e uno dei suoi pupilli, il turco Calhanoglu (ANSA)

MILANO - È sempre più lui il padrone assoluto della scena in casa Milan, Gennaro Gattuso da Corigliano Calabro. Le sue conferenze stampa della vigilia non sono semplicemente un incontro di routine dove sentirsi ripetere sempre le stesse cose, ma un momento di autentico confronto dove poter ascoltare informazioni sul Milan dal di dentro con la schiettezza e l’onestà intellettuale che tutti riconoscono al tecnico rossonero. Anche il pre Spal-Milan ha offerto interessanti spunti di riflessione soprattutto alla fine quando Rino ha tirato fuori le unghie per difendere alcuni suoi calciatori finiti nel mirino della critica e della tifoseria.

Andrè Silva
«Vedremo chi giocherà tra lui e Cutrone. Andrè può fare molto di più. E dico così perchè lo alleno e vedo quello che è capace di fare. Lui, così come tutti i nostri attaccanti, ha bisogno di trovare il gol. Sta a me, al mio staff e alla società dimostrare fiducia ad Andrè e metterlo in condizione di farlo esprimere al massimo».

Biglia
«Ma cosa vi aspettavate da Biglia? Da 4-5 settimane percorre 12 km a partita e non sbaglia un pallone. È vero, forse potrebbe dare qualche pallone in più in avanti, ma è un giocatore che sta dando un equilibrio pazzesco. Non si ferma mai, dà ordine al centrocampo. È esattamente il giocatore dell'anno scorso alla Lazio. Certo, come giocatore è diverso da Pirlo, ma ci metterei la firma ad avere sempre un giocatore così in squadra».
Su questo ci sarebbe da fare una piccola chiosa, perchè a detta di chi in biancoceleste lo seguiva con estrema attenzione, il Biglia rossonero è ancora molto lontano da quegli standard. Una ragione in più per aspettarsi dall’argentino ulteriori progressi.

Bonucci
«È un campione, un giocatore che negli ultimi 7-8 anni è sempre uno dei migliori nel suo ruolo. Sta giocando da leader e di reparto. Chiunque commette errori su un campo da calcio, ma uno come Leo me lo tengo ben stretto».
Fin qui la difesa d’ufficio di tre dei calciatori rossoneri finiti recentemente nel mirino della critica per un rendimento oggettivamente non all’altezza delle aspettative iniziali e soprattutto delle cifre spese per acquistarli. Ma è quando si parla di un altro nuovo calciatore del Milan che gli occhi di Gattuso si illuminano.

Calhanoglu
«Non voglio fare l'umile, ma credo che davvero il mio merito sia stato credere fortemente che la squadra doveva alzare l'asticella, lavorando come piace a me. Con grande intensità, con poche pause. La bravura è stata loro, ho visto ragazzi che facevano fatica che stringeva i denti e non mollava nonostante la stanchezza. Se oggi si vede qualche giocatore che sta meglio fisicamente dipende da loro. Io ho proposto determinate cose. Secondo me tutta la squadra è migliorata, ma Calhanoglu è quello che mi ha sorpreso di più. Non mi aspettavo avesse una gamba così importante, ha 24 anni e mi piace tantissimo. Non mi ero reso conto che fosse un giocatore così completo».