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Montella: super Siviglia grazie agli errori commessi al Milan

Terzo successo consecutivo per il Siviglia di Montella, secondo consecutivo contro l’Atletico Madrid del Cholo Simeone. Messi a frutto gli errori rossoneri.

L'allenatore del Siviglia Vincenzo Montella
L'allenatore del Siviglia Vincenzo Montella (ANSA)

MILANO - Una delle virtù principali dell’uomo intelligente è la capacità di apprendere dai propri errori. Una qualità che spesso viene data per scontata e che invece nasconde una grande capacità prima di tutto di accettare i propri limiti e poi di trasformarmi in opportunità. Prendete il caso di Vincenzo Montella, cacciato via in malo modo dal Milan malgrado i buoni risultati ottenuti la scorsa stagione (ritorno in Europa dopo un lungo triennio di esilio forzato e conquista della Supercoppa Italia a Doha contro l’invincibile Juventus) dopo un inizio di campionato ai confini dell’indecenza.
Ebbene, il tecnico di Pomigliano D’Arco sembra aver fatto tesoro dei tanti errori commessi a Milanello nei primi 5 mesi di gestione rossonera, tanto da iniziare un percorso al Siviglia fondato su basi diametralmente opposte rispetto a quelle adottate al Milan.

Inizio shock
Se l’inizio stagione di Bonucci & soci, per espressa volontà di Vincenzo Montella, è stato caratterizzato da un valzer di moduli e formazioni da far girare la testa ai tanti osservatori, figuriamoci ai malcapitati calciatori milanisti (molti dei quali appena arrivati, quindi ancora più in debito di certezze) in Andalusia la musica pare cambiata.
Al Milan ogni domenica un undici diverso, temi tattici cervellotici e sperimentazioni surreali, con strategie variabili dal 4-3-3 al 3-5-2, passando per il 3-5-1-1 e alla fine al 3-4-2-1. Al Siviglia subito blocco granitico di uomini affidabili, precisa idea di gioco e formazione cardine basata principalmente sui tanti calciatori che hanno calpestato in un recente passato i prati verdi della nostra serie A.

Cambio di rotta
Risultati evidenti e sotto gli occhi di tutti. L’esperienza rossonera si è conclusa con un Milan sull’orlo di una crisi di nervi e il povero Gattuso costretto a ricorrere a tutta la sua certosina pazienza per rimettere insieme i cocci lasciati dal suo predecessore. In Spagna invece, dopo un inizio problematico frutto dell’eredità del povero Berizzo, adesso il Siviglia viaggia verso la semifinale di Coppa del Re dopo aver trafitto sia all’andata che al ritorno l’Atletico Madrid del Cholo Simeone e anche in Liga il traguardo della Champions appare tutt’altro che irraggiungibile.
Fa un po’ strano ammetterlo, ma le fortune di Muriel, Banega, Correa & friends oggi sono riconducibili ai tanti fallimenti accumulati dal Milan nei primi mesi della stagione. Per carità, buon per Montella e per il Siviglia, ma ci voleva tanto a capire che il percorso tentato con pervicacia e ostinazione in rossonero era destinato al fallimento e che era necessaria una brusca virata per tornare in carreggiata?