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Milan: Cannavaro ci riprova per Kalinic

A distanza di dodici mesi dal tentativo di portare l’attaccante croato in Cina, l’ex capitano azzurro è intenzionato a convincere il rossonero, che però nicchia

Kalinic esulta dopo il gol segnato al Benevento
Kalinic esulta dopo il gol segnato al Benevento (ANSA)

MILANO - Dodici mesi la trattativa più cool del momento era quella che aveva quali protagonisti Nikola Kalinic da una parte, Fabio Cannavaro dall’altra, la Cina come sfondo e la Fiorentina ad assistere ad una possibile evoluzione che avrebbe risanato a lungo le casse della società gigliata. Da un anno a questa parte tanta acqua è passata sotto i ponti: Kalinic è passato dai viola al Milan, l’ex capitano dell’Italia mondiale ha cambiato panchina (dal Tianjin Quanjian al Guangzhou Evergrande), la Cina è rimasta sullo sfondo e stavolta è il Milan ad assistere incuriosito dall’evolversi della trattativa.

L’anno scorso no
Si perché l’interesse per il centravanti croato sembra non essersi esaurito nel fallimento dell’anno scorso, quando il club allenato da Cannavaro arrivò ad offrire l’intera cifra della clausola rescissoria di Kalinic alla Fiorentina, ben 50 milioni, e oltre 11 milioni netti l’anno al calciatore, che però rifiutò l’offerta, non convinto del trasferimento in un paese così lontano dai suoi schemi di vita. 
Oggi a lusingare il numero 7 rossonero con una ricca offerta non è più il Tianjin Quanjian, ma il Guangzhou Evergrande, ma la risposta di Kalinic sembra essere la stessa: «No grazie, preferisco restare in Italia».

La scelta giusta
Una scelta che potrebbe rivelarsi perniciosa per tutti però: per Gattuso, che con il cambio di modulo e l’esplosione di Cutrone e Andrè Silva, si trova con un centravanti in sovrannumero e potrebbe tranquillamente fare a meno del croato; per Fassone e Mirabelli, che si libererebbero di un ingaggio pesante senza rimetterci neppure un euro (l’offerta dalla Cina sarebbe almeno di 30 milioni); e anche di Kalinic che avrebbe l’opportunità di voltare pagina e cercare di riconquistare il terreno perduto dopo un inizio stagione in rossonero che definire fallimentare è un eufemismo.
L’ex viola però sembra non avere dubbi: contro tutto e contro tutti, la Cina può attendere.