19 agosto 2019
Aggiornato 05:30

Milan: Donnarumma e il mistero della clausola scomparsa

Il nuovo sconcertante capitolo della vicenda rinnovo vede ancora una volta la regia occulta di Raiola: stavolta si parla addirittura di violenza psicologica.

Donnarumma esulta con i tifosi del Milan dopo la vittoria contro il Bologna
Donnarumma esulta con i tifosi del Milan dopo la vittoria contro il Bologna ANSA

MILANO - Avete visto anche voi quella meravigliosa e significativa immagine di Gigio Donnarumma che esulta convinto dopo la vittoria contro il Bologna e che alza al cielo verso la curva sud rossonera per salutare una tifoseria che ha ripreso ad amarlo come il primo giorno? Ebbene, potrebbe trattarsi dello stesso Donnarumma che qualche giorno fa, dopo aver percepito  tre laute mensilità (ricordiamo che attualmente il baby portiere di Castellammare di Stabia incassa quasi 6 milioni di euro netti a stagione, a fronte dei 160.000 del precedente accordo) avrebbe inviato un documento ai dirigenti del Milan in cui sostiene di essere stato oggetto di pressioni psicologiche, firmando il rinnovo di contratto senza la necessaria serenità. 

Scenario shock
È questo quanto emerge dallo scenario shock riportato dal Corriere della Sera oggi in edicola, che getta una luce inquietante su tutta la tormentata avventura di Donnarumma in rossonero. Tutto questo proprio mentre le sirene di Real Madrid e soprattutto Paris Saint Germain si fanno sempre più rumorose alle porte di Milanello.
Secondo quanto riportato dal quotidiano milanese, addirittura «Il clan del procuratore di Donnarumma (Raiola, ndr) invoca l'annullamento del contratto firmato in estate appellandosi a una presunta violenza morale che il ragazzo avrebbe subito. Il che, tradotto, anche se traduzioni non sono assolutamente necessarie, significa che la questione Donnarumma, chiusa e stra-chiusa, si sta riaprendo all'improvviso e in maniera del tutto inaspettata».

La doppia clausola
A complicare e rendere ancora più misteriosa la faccenda, la questione della clausola rescissoria che sta venendo fuori con sempre maggiore insistenza nelle ultime ore. Secondo quanto trapela, l’accordo tra le parti che dovrebbe consentire al giovane fenomeno di Casa Milan di liberarsi a giugno a fronte di una cifra di circa 70 milioni (c’era chi parlava addirittura di una sottoclausola che avrebbe consentito a Gigio di lasciare Milanello per 40 milioni in caso di mancato accesso alla Champions League) non esisterebbe. O se esisteva non è stato comunque depositato in Lega al momento della stipula del contratto. Questo per un errore di sottovalutazione del clan Raiola che non avrebbe controfirmato l’accordo, consentendo quindi a Fassone di svincolarsi da un impegno che oggi sarebbe deleterio per il club di via Aldo Rossi.

Violenza morale
Perchè una cosa è certa: se fosse vero che la clausola rescissoria sul contratto di Donnarumma non esiste, a beneficiarne sarebbe solo il Milan che avrebbe completamente il coltello dalla parte del manico, tanto da poter decidere se cedere Gigio oppure no e soprattutto a che cifra cederlo. È per questo quindi che Mino Raiola ha già fatto partire la contraerea tramite il suo consulente legale, l’avv. Rigo, per cercare di svincolarsi da un contratto secondo il quale non avrebbe alcuna voce in capitolo. Vero è che, come ribadisce il Corriere della Sera, «la violenza morale che costituisce un vizio del consenso ai sensi dell’articolo 1435 del Codice Civile determina l’annullabilità del contratto», ma è altrettanto innegabile che questa presunta violenza sarebbe poi da dimostrare. 
Una considerazione però vien voglia di farla: quando questo personaggio dalla dubbia sensibilità di nome Mino Raiola deciderà di smetterla di fare danni alla carriera di Gigio Donnarumma non sarà mai troppo tardi.