6 agosto 2020
Aggiornato 18:00
Calcio | Nazionale

La verità di Fassone sul futuro del Milan

All’indomani della prima vittoria del Milan di Gattuso, l’ad rossonero parla del futuro del club e dei progetti della proprietà cinese.

L'ad rossonero Marco Fassone
L'ad rossonero Marco Fassone ANSA

MILANO - «Fuori dal tunnel? E' presto per dirlo. Mi aspetto un mese complicato a dicembre. Un cambio non produce miglioramenti evidenti nel breve». La sintesi del Fassone-pensiero è tutta in queste poche parole, venute fuori nel corso di una lunga intervista rilasciata ai microfoni di Radio Uno nella trasmissione «Radio Anch'Io lo Sport». È stata l’occasione per fare un punto su tutta la nebulosa situazione dell’Ac Milan, dalle sempre più ingarbugliate questioni societarie (voluntary agreement, rifinanziamento del debito e possibile cessione del club) ai tanti cambiamenti della squadra, a partire dal nuovo allenatore Rino Gattuso che ieri ha conquistato la sua prima vittoria da allenatore rossonero.

Cambio in panchina
«Non sai mai se è essenziale, quando prendi questo tipo di decisioni non sai cosa accadrà. Però era necessario perchè eravamo troppo sgonfi rispetto al nostro progetto. Speriamo di avere avuto ragione. Oggi la preoccupazione sul ritardo in classifica è evidente visto che il nostro obiettivo era arrivare tra i primi quattro. Speravamo di avere 70 punti nelle gambe per arrivare in Champions, ma quelle più avanti vanno più forti. Ora speriamo in Gattuso, lui sa sprigionare sempre tutta la sua passionalità, sia nella fase euforica che quella di amarezza. C'è un ottimo rapporto tra lui e la squadra. Il gruppo è coeso e i compatti nel seguire le sue indicazioni. A questo Milan potranno mancare altre cose ma non certo le sue componenti di grinta e determinazione».

Voluntary agreement
E intanto c’è la decisione del Financial Body dell’Uefa che incombe: «Intanto cominciamo col ricordare che stiamo cercando di fare un patteggiamento volontario per non pagare sanzioni, ma ci sono un paio di richieste dell’Uefa impossibili da soddisfare. La primo è di estinguere il debito prima del voluntary agreement, la seconda è relativo alle garanzie bancarie. Noi auspichiamo che a Nyon possano accogliere la nostra richiesta, se così non sarà, chi arriverà dopo di noi sarà consapevole che la strada è impervia. Ma ancora siamo ottimisti in attesa della risposta. Il rischio è di rientrare nella categoria dei club che non hanno rispettato le regole, con sanzioni e restrizioni sportive da rispettare negli anni successivi».

Rivoluzione societaria
E poi, dulcis in fundo, la questione più delicata, quella relativa al futuro di una società fin dall’inizio nel mirino dell’opinione pubblica per la fitta coltre di mistero che si è addensata sulla nuova proprietà cinese. Negli ultimi giorni si è parlato di nuovi soci o addirittura di una cessione anticipata del club, ma Fassone rispedisce ogni insinuazione al mittente: «Per quanto ne so io dopo i colloqui con i proprietari, il progetto di Yonghong Li e del suo gruppo cinese è estremamente lungo nel tempo. Può essere che in futuro, in base ai regolamenti del governo cinese, possano entrare altri soci cinesi. Ma non vedo nubi particolari nel futuro del club. Hanno fatto un investimento mostruoso, più di un miliardo, tra l'altro entrato per la maggior parte in Italia. Leggo tante cose preoccupanti, ma la società ha un debito da 120 milioni di euro che è relativamente basso e che entro primavera vorremmo pareggiare. Non c'è particolare tensione, se avessimo ottenuto qualche risultato sul campo, oggi avremmo anche qualche sorriso in più sul fronte societario».