17 giugno 2019
Aggiornato 09:00
Calcio

Nazionale: ecco perché Ancelotti non è l’unico candidato

La scelta del nuovo commissario tecnico sembra avere un grande favorito, ma la decisione potrebbe anche non essere così scontata

Carlo Ancelotti, candidato numero uno alla panchina della Nazionale
Carlo Ancelotti, candidato numero uno alla panchina della Nazionale ( ANSA )

ROMA - La rivoluzione in seno alla Federcalcio è solo all’inizio, con le dimissioni (indotte) di Carlo Tavecchio e le prossime elezioni che determineranno il nuovo presidente e le nuove linee guide della politica calcistica italiana. In mezzo c’è la scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale, chiamato a prendere il posto di Giampiero Ventura, cacciato in malo modo dopo la clamorosa mancata qualificazione ai mondiali di Russia. Una scelta non semplice, soprattutto ora che in federazione c’è un evidente vuoto di potere ed una sensazione di indecisione che potrebbe far ritrarre qualche candidato per la panchina azzurra.

Poker di nomi

Il favorito numero uno per guidare l’Italia resta comunque Carlo Ancelotti, profilo ideale per dar nuova linfa ad una nazionale (e ad una nazione) depressa, oltre che unico tecnico al momento libero dopo l’esonero in Germania. Ancelotti è il nome forte, ha esperienza e carisma, piace all’Italia intera che quasi unanimemente lo vorrebbe alla guida degli azzurri ed inoltre è disponibile a sedersi sulla panchina che fu di Ventura, a patto di avere carta bianca sulla gestione tecnica, scegliere il suo staff ed essere appoggiato da una federazione forte e competente; richieste lecite e legittime. Ma la ricerca del nuovo commissario tecnico non si ferma a Carlo Ancelotti e la Federcalcio non vuole farsi trovare impreparata in caso di fallimento della trattativa con l’ex allenatore del Milan; Roberto Mancini è un altro candidato autorevole per sbarcare a Coverciano, non si liberebbe mal volentieri del contratto con lo Zenit San Pietroburgo ed è anche lui ben visto dai vertici federali. Antonio Conte è poi il grande sogno italiano, destinato però a rimanere tale, perché l’allenatore pugliese è tuttora legato al Chelsea, ha ancora pendenze economiche con la FIGC e, nonostante una forte tentazione, ritiene di aver dato il massimo nei suoi due anni da commissario tecnico. Infine ecco Claudio Ranieri, il nome nuovo, che si è detto addirittura disponibile ad assumere l’incarico azzurro sin da subito, nonostante il suo contratto in essere con il Nantes. Ancelotti resta il grande favorito, ma la sensazione è che nulla sembra ancora pienamente definito.