20 luglio 2019
Aggiornato 18:30

Psicodramma Mercedes: Hamilton contro i suoi tecnici

Nonostante il vantaggio in campionato, nel team anglo-tedesco si respira aria di incertezza per le prestazioni deludenti messe in campo nelle ultime gare. E nemmeno le novità aerodinamiche introdotte in Malesia sembra aver risolto la situazione: anzi, secondo Lewis l'avrebbero addirittura peggiorata

SUZUKA – Si respira aria di incertezza, in casa Mercedes. E già questa, di per sé, sarebbe una notizia, visto che stiamo parlando della squadra che comanda il Mondiale costruttori e che, con Lewis Hamilton, vanta ben 34 punti di vantaggio in quello piloti. Eppure, se i numeri appaiono rassicuranti per le Frecce d'argento, le prestazioni della vettura nelle ultime due gare, costantemente superate dalle rivali Ferrari e Red Bull, lo sono molto meno. Quel che è peggio è che l'ultimo pacchetto di aggiornamenti aerodinamici introdotto solo una settimana fa in Malesia non solo non ha risolto i problemi, ma anzi sembra averli aggravati, tanto che lo stesso Hamilton lo ha scartato dopo le prove libere mentre il suo compagno di squadra Valtteri Bottas si è successivamente pentito di non aver preso la stessa decisione. I tecnici delle Frecce d'argento, tuttavia, continuano a difendere il suo lavoro: dunque il dibattito tra il leader del campionato e la sua squadra resta aperto. «Non abbiamo ancora deciso cosa fare al momento, è in costante discussione – ha rivelato il campione anglo-caraibico – I ragazzi vogliono andare in una direzione, io esito di più e sento di doverne prendere un'altra. Ho un'enorme fiducia nel team e so che la loro volontà di vincere è pari alla mia, perciò credo che troveremo un accordo collettivamente e sicuramente quella sarà la scelta giusta. È sempre importante sfidarsi a vicenda, come pilota io lo faccio con la mia squadra. Loro si basano sui numeri, che sono perfetti, ma io posso metterli in discussione perché non sempre il feeling in pista è lo stesso che si prevede al computer. Sento che domani dovrebbe piovere, e questo dovrebbe rendere un po' più difficile per noi individuare il giusto assetto. Abbiamo in programma un'altra riunione a fine giornata, perciò mi aspetto che entro le sei prenderemo probabilmente una decisione».

Come andrà?
Alla vigilia del Gran Premio del Giappone, insomma, la mente di Lewis Hamilton resta piena di dubbi, tanto sull'assetto da utilizzare quanto sul potenziale della sua macchina a Suzuka: «Sono sicuro che la macchina funzioni, eppure a questo punto della stagione non ho ancora idea di quali saranno i Gran Premi in cui andrà bene, quali quelli in cui andrà benissimo come Silverstone, o quali quelli in cui faremo davvero fatica come in Malesia o a Singapore – ammette il tre volte iridato – Se guardate l'ultimo weekend di gara siamo partiti molto lontani, e poi improvvisamente abbiamo conquistato la pole position, grazie a un giro che non so nemmeno io da dove ho tirato fuori. Se sapessimo già cosa aspettarci da questa gara sarebbe un po' noioso, mi piace questa incertezza. Eppure ho letto notizie secondo cui saremmo in crisi: non è così. Siamo ancora in testa al campionato, abbiamo comunque una grande macchina, che ad ogni corsa conosciamo sempre un po' meglio, perché c'è costantemente qualche novità che ci può prendere in contropiede».

Maximum attack
Solo su una cosa Lewis ha le idee chiare: la strategia che adotterà in questa lunga volata mondiale sarà sempre all'attacco, e non si limiterà ad amministrare il suo vantaggio in classifica come fece un anno fa il suo allora compagno di squadra Nico Rosberg. «Voglio solo vincere, in ogni weekend – conferma – Qualcuno ha ricordato che a Nico l'anno scorso bastava arrivare sempre secondo, ma quando era in qualifica puntava alla pole, non al secondo posto. Era solo che non riusciva a superarmi perché io scappavo sempre via. Per me l'obiettivo è continuare a salire sul gradino più alto del podio, anche se non sono costretto a farlo per il resto della stagione. Questo è il modo migliore: continuare ad andare all'attacco, non in difesa. Sono ancora a caccia del campionato e fino all'ultima bandiera a scacchi intendo continuare a spingere».