22 gennaio 2020
Aggiornato 08:00
Calcio

Se questo Milan ha dato il massimo….

Tutti concordi, Montella in testa, che i rossoneri contro la Roma abbiano fatto il possibile. Se così fosse, il popolo milanista dovrebbe davvero preoccuparsi

Vincenzo Montella, secondo anno sulla panchina del Milan
Vincenzo Montella, secondo anno sulla panchina del Milan ANSA

MILANO - Il Milan perde ancora, non segna, finisce ko nuovamente contro avversari in lotta per l’Europa (così come accaduto contro Lazio e Sampdoria), si ritrova a distanze già consistenti dalle prime posizioni della classifica, ma ascoltando le parole di Vincenzo Montella e leggendo i commenti di molti tifosi sembra che sia tutto sotto controllo. «Sono molto soddisfatto della prestazione della squadra», ha detto nel dopo partita l’allenatore milanista col sorriso sulle labbra, una dichiarazione che ha fatto vacillare molti e contrariato altri, magari già irritati ed affranti per il ko di San Siro. «Abbiamo fatto il massimo contro un avversario molto forte come la Roma», ha proseguito sempre più impettito l’ex tecnico di Fiorentina e Sampdoria.

Speriamo non sia il massimo

I tifosi del Milan, in realtà, si augurano che quanto visto contro la cinica e compatta Roma di Eusebio Di Francesco non sia realmente la miglior espressione di calcio possibile per la squadra rossonera, perché se così fosse ci sarebbe da mettersi le mani fra i capelli (per chi ne ha). Il Milan ha giocato alla pari con i giallorossi per un’ora circa, creando anche qualche occasione da rete ed accendendo la passione di un pubblico di San Siro finalmente ritrovato, salvo poi spegnersi ed afflosciarsi al gol di Edin Dzeko che, come già accaduto a Roma e a Genova, ha distrutto idee e corsa di una squadra impaurita ed incapace di capovolgere le situazioni sfavorevoli. Nel calcio esiste anche subire gol, di reti ne prendono tutti, dal Real Madrid al Benevento, ed ognuno prova a creare le contromisure per ribaltare le circostanze a proprio favore; il Milan ancora non riesce a fare ciò e se ha dato il massimo come dice il suo allenatore, allora sarà sufficiente per ogni avversario imbrigliare Biglia e Kessie, morsicare le caviglie di Andrè Silva e Kalinic, aspettare il momento adatto per colpire e contro i rossoneri il gioco sarà fatto.

Personalità

Anche a livello tattico, Montella dovrà ancora lavorare tantissimo, perché il Milan è discreto quando attacca, ma quando è costretto a difendersi improvvisa a tutto campo, ma soprattutto latita nel momento in cui le cose non girano. Prendi gol? Tutti a testa bassa. Sei schiacciato? Nessuno che metta ordine e calma. Al Milan, oltre alla confusione tattica, sta emergendo anche l’assenza di quel carisma che i vari Bonucci e Biglia dovrebbero o avrebbero dovuto infondere; non basta la grinta dura, non bastano i post su Facebook,  non basta la carica in sala stampa: tutta questa voglia va concretizzata in campo, con l’atteggiamento e coi risultati. Dopo 7 giornate il Milan è già costretto a rincorrere le prime, dopo 7 giornate è stato già perso quell’entusiasmo che aveva caratterizzato l’estate rossonera. No, il Milan non può essere questo, perché se davvero così fosse, ci sarebbe da essere seriamente preoccupati, in barba al nuovo progetto e ai 200 milioni di euro sborsati in una campagna acquisti al momento inversamente proporzionale ai punti.