22 gennaio 2020
Aggiornato 10:00
Calcio | Nazionale

Milan: la regola di Bonucci e i tre punti da chiarire

Alla vigilia dell’appuntamento infrasettimanale con il Rijeka, valido per la fase a gironi di Europa League, è tornato a parlare il capitano rossonero facendo luce su tre elementi chiave: il suo rendimento attuale non all’altezza delle aspettative, la squadra compatta con Montella e il falso problema della difesa a 3.

Il capitano del Milan Leonardo Bonucci
Il capitano del Milan Leonardo Bonucci ANSA

MILANO - Dopo la seconda pesantissima ed inattesa scoppola rimediata in campionato dal Milan ad opera della Sampdoria, era il caso che si levasse la voce del capitano, leader e personaggio più carismatico della squadra, quel Leonardo Bonucci acquistato dalla rivale Juventus con il principale obiettivo di spiegare ai suoi giovani ed inesperti compagni di squadra come si fa a vincere. 
Com’è, come non è, al momento sembra quasi che siano stati gli altri a ricordare al centrale azzurro come invece si fa a perdere, senza giocare, senza lottare e soprattutto senza orgoglio.

Esame di coscienza
Logico quindi che toccasse proprio al nuovo condottiero rossonero prendere in mano la situazione e chiarire alcuni concetti fondamentali. Il primo relativo al proprio rendimento, giudicato dalla maggior parte degli addetti ai lavori non all’altezza della situazione: «Mi sono fatto un esame di coscienza, so di non aver dato il meglio di me stesso, devo fare meglio. Sono sempre stato molto autocritico nella mia carriera, questo mi ha permesso di arrivare ai risultati che ho ottenuto. Sarà questa la strada da intraprendere».

Squadra compatta
Secondo argomento chiave di questi ultimi giorni è l’atteggiamento della squadra, considerato non in linea con le ambizioni di una squadra costruita per vincere. La notizia forte e chiara ribadita da capitan Bonucci è una: «Ho visto un mister davvero carico e voglioso di continuare questo percorso e portarlo avanti. Questo è condiviso dallo spogliatoio nella sua totalità, non c'è alcun problema con lui. Oltre tutto bisogna essere sempre positivi e propositivi, abbiamo fatto un passo falso non bisogna buttare via tutto. Questa sconfitta ci ha insegnato qualcosa, dobbiamo migliorare e mettere in campo sempre il 100% di noi stessi».

Modulo falso problema
Terzo elemento da chiarire è quello relativo alle soluzioni tattiche adottate da Montella, discussione francobollata da Bonucci come inutile: «Per quanto riguarda il famoso modulo, ho giocato a quattro con l'Inter, ho giocato a quattro a Bari, all'Europeo 2012 ho giocato a quattro, alla Juventus ho giocato molto più spesso a quattro che a tre e siamo arrivati due volte in finale di Champions, giocando proprio con la difesa a quattro. E' un luogo comune quello della difesa a tre. Mi sto allenando nella mente e nel fisico per rendere ancora di più, a prescindere da quale sia il modulo adottato dal mister».