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Milan: via al ribaltone Andrè Silva

Nemmeno una settimana fa, suo malgrado, l’attaccante portoghese finiva nell’occhio del ciclone a causa di un commento fin troppo spregiudicato da parte del telecronista Sky Fabio Caressa. Oggi, dopo la tripletta rifilata all’Austria Vienna, i tifosi rossoneri hanno imparato a conoscerlo e ad amarlo. E Montella stravede per lui.

Andrè Silva in rete contro l'Austria Vienna
Andrè Silva in rete contro l'Austria Vienna (ANSA)

MILANO - Adesso forse neppure Fabio Caressa avrà il coraggio di parlar male di Andrè Silva. Che poi parliamoci chiaro, parlare male di un centravanti di appena 21 anni che ha appena segnato una tripletta nella sua gara d’esordio in Europa League ha qualcosa di tafazziano, quindi neppure il popolare telecronista di Sky arriverà a tanto, ma le sue parole, datate 12 settembre 2012 riecheggiano cupe nella testa e nei cuori dei tifosi milanisti: «Non mi piace Andrè Silva - diceva Caressa neppure una settimana fa -. Ne ho visti tanti di diamanti grezzi che quando li tagli si spezzano. E comunque non mi fido degli attaccanti portoghesi, escluso Cristiano Ronaldo naturalmente».

L’amico CR7
Peccato che CR7 sia stato uno dei più calienti estimatori di AS9, tanto da augurargli un futuro ricco di gol in rossonero. Vaticinio che il centravanti portoghese del Milan ha preso alla lettera, visto che dopo un primo iniziale periodo di ambientamento, ha subito fatto capire di essere fatto di pasta buona. Qualità da bomber di razza.
Nella trionfale prima uscita della squadra di Montella in Europa League sul terreno dell’Ernst Happel Stadion di Vienna, grazie anche al prezioso contributo di Calhanoglu e Kessiè, Andrè Silva ha messo tre pallini in fondo al sacco, dando ragione a chi - al contrario di Caressa - ha sempre creduto in lui.

Autocitazione
Ogni riferimento al latore di questo articolo è puramente voluto e, tanto per lasciarmi andare all’autocitazione, ecco un estratto del mio editoriale dell’8 settembre, pubblicato sulle pagine del Diariodelweb.it, quando ancora l’ex Porto non riusciva a vedere la luce della prima squadra, soverchiato dal talento emergente di Cutrone e dalla diffidenza contagiosa degli addetti ai lavori e anche di qualche tifoso milanista: «Proviamo a rileggere tutti i commenti, le analisi, gli approfondimenti a conclusione di questo pirotecnico mercato 2017. Su una cosa gli addetti ai lavori si sono trovati quasi integralmente d’accordo: il Milan è la squadra che si è mossa meglio e ha fatto gli acquisti più importanti, ma alla fine pare - e sottolineo pare - sia rimasta una stupenda incompiuta per la mancanza lì davanti di un grande bomber. Evidenziare però una tale lacuna quando in rosa ci sono il centravanti titolare della nazionale portoghese e quello della nazionale croata, può sembrare quasi una mancanza di rispetto nei confronti di Andrè Silva a Nikola Kalinic». 

Numeri da sogno
E ancora: «Costati la lusinghiera cifra di 63 milioni di euro (38 il portoghese, 25 l’ex viola), i due nuovi attaccanti a disposizione di Montella rappresentano una risorsa preziosissima per il Milan. Andrè Silva - ricordiamo sempre per i più distratti che stiamo parlando di un ragazzo non ancora 22enne - è il quarto cannoniere delle qualificazioni europee, alle spalle solo del compagno di nazionale Cristiano Ronaldo, del polacco Lewandoski e del belga Lukaku. Per lui ben 7 gol in 9 partite, che sommati a quelli segnati in altre competizioni fanno un bottino di 9 reti in 14 presenza con la nazionale del Portogallo. Da alcuni dei più grandi esperti è stato indicato come uno dei prossimi crack del calcio internazionale ; in tanti l'hanno già battezzato come il più forte centravanti della storia del calcio lusitano (e per questo in effetti ci vuole poco); eppure, malgrado 2 timbri già messi in appena 251 minuti giocati con la maglia del Milan, sparpagliati in 5 prestazioni ufficiali, l’ex Porto ancora non riesce a fare breccia nei cuori rossoneri».

Grande bomber
Adesso, dopo la sontuosa prestazione in quel di Vienna, siamo convinti che a dubitare di Andrè Silva siano rimasti in pochi. Intanto i numeri: un gol ogni 68’ minuti giocati con la maglia del Milan e 5 reti in 6 prestazioni ufficiali, solo 3 delle quali dal primo minuto. E poi l’autorevolezza in campo, la sfacciataggine al cospetto dei difensori avversari, la freddezza davanti alla porta avversaria, la capacità di dialogo con i compagni, la lucidità nello smarcarsi e farsi trovare al posto giusto nel momento giusto, l’abilità nel difendere la palla e far salire la squadra. Tutte caratteristiche da attaccante vero, da bomber consumato, malgrado una carta d’identità che svela i suoi quasi 22 anni. Montella può dormire sonni tranquilli: tra Andrè Silva, oltre al croato Kalinic e al baby fenomeno Cutrone, in attacco il Milan è più che coperto.