23 novembre 2020
Aggiornato 20:30
Calciomercato

Niang apre la stagione dei dubbi in Casa Milan

La lusinghiera prestazione del francese contro il Bayern ha aperto un nuovo fronte di discussione sul mercato rossonero. Il dubbio è se cedere un calciatore così talentuoso oppure tenerlo per contare sulle sue innegabili qualità, seppur troppo spesso inquinate da una testa non all’altezza delle gambe.

MILANO - Esubero, merce di scambio oppure valida risorsa a cui attingere nel corso dell’imminente impegnativa stagione? È questo il dubbio che accompagna ogni tipo di valutazione sul futuro di M’Baye Niang, attaccante francese giunto a Milanello ormai cinque anni fa e ancora non entrato nei piani di una società che continua a spedirlo in prestito di qui e di là in attesa di segnali confortanti che purtroppo non arrivano.
O meglio, arrivano, ma sempre per brevissimi periodi della stagione. Spesso l’inizio, che l’ex Montpellier disputa con il fuoco nelle gambe suscitando apprezzamento ed ammirazione da tutti gli osservatori. Salvo poi disperdere tanto talento attraverso scelte discutibili in campo e fuori che ne fanno ancora oggi, a quasi 23 anni, una delle più grandi incompiute della recente storia rossonera. 

Giudizi ribaltati
Messo fin dall’inizio del mercato in vetrina, con l’obiettivo di cederlo definitivamente e monetizzare qualcosina dal suo cartellino (tra i 15 e i 18 milioni, niente di che per un bizzoso, ma talentuoso attaccante classe ’94), il parigino si è reso protagonista di una prestazione strabiliante contro il Bayern Monaco che, come d’incanto, ha ribaltato tutti i giudizi di questi ultimi anni, facendo addirittura affermare ad alcuni illustri uomini di calcio che uno come Niang al Milan potrebbe ancora fare comodo.

Le parole del mister
Tra questi anche mister Montella che, al ritorno dalla tournèe in Cina, non ha escluso un clamoroso ripensamento sulle strategie da seguire per il francese: «Ha disputato una partita strepitosa e ha un profilo molto importante, può diventare un giocatore di altissimo livello, ma deve migliorare nella gestione di se stesso quando le cose vanno bene. La sua partenza non è così scontata, non c’è motivo per non credere in lui, dipende tutto da M’Baye».
La verità è che al Milan ormai abbiamo imparato a conoscerlo e sappiamo perfettamente che i fuochi d’artificio dell’ex Montpellier sono destinati a breve durata. La speranza quindi è che queste performance estive riescano a stuzzicare l’appetito di qualche club disposto ad investire almeno una ventina di milioni per il francese. Tenerlo ancora a Milanello rappresenterebbe solo la lucidatura ad un'illusione destinata a svanire ai primi sintomi dell'inverno.