10 dicembre 2019
Aggiornato 15:00

«Perché Valentino Rossi e Vinales sono così diversi»: lo spiega Yamaha

Wilco Zeelenberg, analista delle prestazioni dei piloti per la casa di Iwata, racconta le differenze nello stile di guida e quindi nella strada di sviluppo tra i due portacolori della squadra, entrambi in lotta per il Mondiale: «Vale è alto e magro, Maverick più forte e usa più potenza fisica»

ROMA – Due piloti in lotta per il titolo con la stessa moto. Due strade diverse per lo sviluppo tecnico, che derivano da due stili di guida profondamente diversi. La Yamaha si trova in una situazione unica tra le grandi case: quella di dover portare avanti contemporaneamente la corsa al Mondiale di Maverick Vinales e quella di Valentino Rossi. Veloci entrambi, ma dalle caratteristiche molto differenti: e il tentativo di armonizzarle tutte nella M1 non è sempre così semplice. A spiegarlo nel dettaglio è Wilco Zeelenberg, analista delle prestazioni dei piloti per la casa di Iwata: «Maverick guida in modo diverso da Vale – conferma l'olandese, ex pilota di classe 250, al sito specializzato inglese Crash – È forte, quindi usa molta della sua potenza fisica per far cambiare direzione alla moto, ma non come fa Valentino. Rossi è alto e magro, quindi le loro strutture corporee sono diverse, e infatti anche le loro indicazioni sullo sviluppo della moto sono diverse, essenzialmente per via dello stile di guida».

Così uguali, così diversi
Impossibile anche il confronto tra Top Gun e il suo predecessore Jorge Lorenzo, di cui Zeelenberg fu coach fino all'anno passato: «Vinales ha uno stile diverso anche da quello di Jorge – prosegue – Lorenzo è molto dolce, calmo e gentile con l'anteriore, mentre Maverick è più aggressivo con la gomma davanti, ma fa funzionare meglio in particolare le Michelin. Ferma molto rapidamente la moto e per questo riesce a frenare un po' più tardi e un po' più profondo in ingresso curva. E usa una posizione più spostata sul davanti rispetto a Jorge. Lui, appena frenava, si spostava all'indietro per aumentare la velocità in curva, mentre Maverick vuole far girare più rapidamente la moto ed essendo più piegato in avanti gira meglio ed esce prima. E controlla molto bene anche il freno posteriore, sia nelle curve a sinistra che a destra. Per questo il suo assetto di base è un po' diverso da quello di Jorge: con lui a volte facevamo fatica a far fermare bene la moto in frenata, perché non riuscivamo a mettere a punto le molle come ora possiamo fare con Maverick, visto che Lorenzo non frenava così violentemente e così tardi. Questo è interessante per noi e ci risolve molti guai che avevamo con Jorge negli ultimi anni».

Vinales davanti a Rossi visti da dietro
Vinales davanti a Rossi visti da dietro (Yamaha)

In cerca di una soluzione
Questo dualismo che si è venuto a creare tra i lati del box Yamaha è dunque una variabile in più che si inserisce nel quadro di un campionato già di per sé particolarmente incerto: «È molto imprevedibile – lo definisce il dirigente della squadra in blu – Vedere Dovi vincere due gare di fila è stato un po' strano, perché corre in questo campionato da dieci anni e battere Marc, Vale, Jorge e Maverick non è facile: lui, a Barcellona, ci è riuscito facilmente. Vedremo come si svilupperà la situazione. Visto che facciamo troppa fatica dobbiamo rilanciarci ed è quello che stiamo cercando di fare (con il nuovo telaio voluto da Rossi, ndr). Il problema principale riguarda le gomme dure, che iniziano a pattinare dietro appena tocchi il gas e non smettono più. Nel corso dell'inverno puoi preparare la moto ma solo in un paio di piste, quando ti rendi conto che hai un problema è sempre su una pista dove non hai provato, e quindi devi reagire. Ma senza esagerare, per non perdere i tuoi punti di forza, che al momento stanno nell'aderenza al posteriore sul finale di gara. Abbiamo già vinto tre gare, che non è male, anche se questo è un campionato strano!».

Rossi e Vinales superano Andrea Dovizioso durante il GP di Germania
Rossi e Vinales superano Andrea Dovizioso durante il GP di Germania (Michelin)