13 agosto 2020
Aggiornato 07:00
Formula 1 | Gran Premio d'Austria

Vettel «a un giro» dalla vittoria: tra rammarico e polemica con i giudici

La rimonta finale a perdifiato del ferrarista tedesco non basta: Valtteri Bottas lo batte per appena sei decimi sotto la bandiera a scacchi. Nelle sue parole c'è delusione per il successo sfuggito in extremis, ma anche critica per la direzione gara che non avrebbe sanzionato la falsa partenza del rivale

SPIELBERG – Di giri, nel Gran Premio d'Austria, Sebastian Vettel ne ha percorsi ben settantuno. Gli è mancato solo l'ultimo, quello più importante, quello decisivo. Quello che gli avrebbe potuto regalare il successo. «È stata una gara molto combattuta – ripercorre le fasi finali dopo la bandiera a scacchi – Via radio mi segnalavano che Bottas era in difficoltà. Io, invece, mi sentivo molto meglio nella seconda parte di gara: avevo più feeling, la macchina si è svegliata appena ho montato le gomme supersoft». Infatti, pur avendo sostituito gli pneumatici qualche giro prima del finlandese della Mercedes, Seb è riuscito ad amministrarli con più oculatezza, mentre il suo diretto rivale per la vittoria della gara è andato letteralmente in crisi in extremis. Tanto che il suo vantaggio, che a un certo punto era arrivato a superare gli otto secondi, alla bandiera a scacchi si era ridotto ad appena sei decimi. «Ho spinto fino alla conclusione – conferma il ferrarista – Lo stavo raggiungendo poco alla volta, e sul finale eravamo ormai vicinissimi. I doppiaggi mi sono costati un po' di tempo, ma se ci fosse stato un giro in più l'avrei ripreso».

Punti pesanti
«E io infatti sono stato contentissimo che la corsa sia finita in quel giro», conferma Valtteri Bottas, tirando un sospiro di sollievo. Come era già accaduto in Russia, dove salì per la prima volta sul gradino più alto del podio, il gregario delle Frecce d'argento ha dovuto mettere in campo tutta la sua grinta per contenere l'irresistibile rimonta di Vettel: «Sì, in effetti ho vissuto un deja vu di Sochi – ammette – Lui si stava avvicinando ed era più veloce, perché io facevo una fatica enorme con la gomma posteriore destra, che era sempre più deteriorata. Chissà cosa sarebbe accaduto se avessimo dovuto percorrere una tornata di più». Valtteri sorride al pensiero, mentre Sebastian se ne rammarica: «Come vi sentireste se foste arrivati a mezzo secondo dalla vittoria?». Delusi, è la risposta sottintesa: anche se questo piazzamento vale oro in classifica iridata. Con i punti preziosi che ha messo in carniere anche in questo fine settimana, infatti, ora Vettel ha aumentato a venti le sue lunghezze di vantaggio su Lewis Hamilton, oggi solo quarto: «Ovviamente avrei voluto vincere, ma comunque questo è un buon risultato», si lascia scappare alla fine il quattro volte iridato.

Falsa o vera?
Dalle sue parole, però, emerge tutta la fame del predatore che si è visto sfuggire proprio per un soffio la sua preda, dopo una rincorsa a perdifiato. Insieme a tutta la rabbia verso chi ha permesso che gli scappasse via. Anche dopo questa gara, infatti, Seb non ce la fa proprio ad evitare l'ennesima polemica contro la direzione gara: colpevole stavolta, secondo lui, di non aver sanzionato la presunta falsa partenza dello stesso Bottas. «Dal mio punto di vista lui è scattato in anticipo – sostiene con decisione il teutonico – Sono sicuro che l'abbia fatto, almeno, dall'interno della macchina mi è sembrato proprio così. Ma alla fine non sono io a dover giudicare...». E hai voglia a fargli presente che, secondo le fotocellule, il finnico ha avuto un tempo di reazione di due decimi: «Non ci credo – ribatte – Normalmente tutti reagiscono in due decimi, perciò non posso credere che oggi tutti quanti siano stati più lenti di lui. Non penso che Valtteri sia stato così più veloce, sono straconvinto che abbia anticipato. È stata una partenza disumana». Bottas si scrolla di dosso le accuse con un'alzata di spalle: «Quando la macchina si è mossa i semafori erano spenti, questo è ciò che conta». E Vettel non gli risponde più. Stavolta, meglio chiudere qui la querelle. Visto quanto è successo due settimane fa a Baku, e quanto è stato fortunato a cavarsela con un semplice buffetto sulle guance, non è più il caso di sfidare la buona sorte. Né la Federazione.

Bottas e Vettel si stringono la mano sul podio del GP d'Austria
Bottas e Vettel si stringono la mano sul podio del GP d'Austria (Ferrari)