7 giugno 2020
Aggiornato 01:30
Calcio

Milan: nuovi arrivi e dubbi tattici di Montella

Il tecnico rossonero si trova di fronte un gruppo totalmente rinnovato rispetto alla passata stagione. Logico interrogarsi sul modulo da schierare in campo

Vincenzo Montella, allenatore del Milan
Vincenzo Montella, allenatore del Milan ANSA

MILANO - Il Milan è pronto a ripartire in quella che dovrebbe essere la stagione del rilancio col ritorno in Europa ed un organico rivoltato come un calzino e, almeno sulla carta, assai rinforzato rispetto alle ultime deprimenti annate. Sono arrivati Musacchio, Kessie, Andrè Silva, Calhanoglu, Borini, Ricardo Rodriguez, sta per arrivare Conti, forse arriveranno anche Biglia e Kalinic, e forse anche un difensore centrale di riserva (Kjaer?), ovvero tutt’altra musica rispetto ai De Sciglio, ai Vangioni, ai Sosa e a tutti gli altri mezzi figuranti che hanno composto il Milan dell’anno scorso. La nuova proprietà sta investendo e sta investendo tanto: l’obiettivo, nemmeno così nascosto, è tornare in Coppa Campioni arrivando nelle prime 4 squadre classificate nella prossima serie A.

Modulo

Per riuscirci, Vincenzo Montella dovrà assemblare e compattare al più presto un gruppo totalmente rinnovato con calciatori che non si conoscono e non hanno mai giocato assieme. Primo passo è puntare sul modulo tattico giusto: di partenza, il tecnico rossonero è orientato a confermare il collaudato 4-3-3 con Donnarumma fra i pali, Conti e Rodriguez sulle fasce, Musacchio e Romagnoli al centro della difesa, Kessie, Biglia (se arriva) e Bonaventura a centrocampo, con Suso, Andrè Silva (o Kalinic, se arriverà) e Calhanoglu in avanti. Ma lo scacchiere potrebbe anche essere stravolto, perché Calhanoglu, ad esempio, è uomo d’attacco duttile, adattabile sulla sinistra ma bravissimo anche ad agire come fantasista puro in un 4-3-1-2 in cui Andrè Silva e Kalinic sarebbero schierati insieme, o in un 4-2-3-1, forse l’ideale per un Milan d’attacco ma equilibrato come piace a Montella. Infine l’affascinante scommessa della difesa a 3 (3-5-2 come modulo) che presupporrebbe, però, l’arrivo di un altro difensore centrale titolare, ipotesi che al momento la dirigenza milanista non prende in considerazione. Un fatto è certo: rispetto ad un anno fa quando era costretto a fare le nozze coi fichi secchi, stavolta i dubbi tattici di Montella appaiono molto più dolci.

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