29 giugno 2017
Aggiornato 07:30
Calcio - Serie A

Donnarumma, il Milan e l’assurda clausola pretesa da Raiola

A poche ore dall’appuntamento fissato nel pomeriggio a Casa Milan che potrebbe (arrivati a questo punto il condizionale è d’obbligo) definire il futuro di Gigio al Milan, ancora non è chiaro cosa potrebbe accadere. Di certo esiste una richiesta di Raiola che il club rossonero non potrà mai accettare.

Il portiere del Milan Donnarumma
Il portiere del Milan Donnarumma (ANSA)

MILANO - Un’assurda battaglia contro il mondo. Perchè di questo oggi si tratta: il braccio di ferro tra Mino Raiola e il Milan sulla questione del rinnovo contrattuale di Gianluigi Donnarumma non è solo una guerra sottile contro il club rossonero, ma un’assurda battaglia contro l’intero mondo del calcio. Da quando è iniziato questo indecoroso teatrino non c’è stata una persona, tra le decine di giornalisti, opinionisti, ex calciatori, tecnici, addetti ai lavori, che abbia sposato la posizione dell’ingordo procuratore campano e suggerito al baby fenomeno del Milan di seguire le indicazioni del suo agente. Anzi, è stato un continuo affastellarsi di consigli e suggerimenti, tutti con un denominatore comune: «Gigio, non fare scemenza, firma quel benedetto contratto e resta a casa tua».

Summit pomeridiano
Sembra incredibile, ma invece così non è. O almeno così non è stato, finora. Cosa succederà dopo il summit epocale fissato per questo pomeriggio a Casa Milan tra il rotondo e potentissimo Raiola e la coppia d’oro del nuovo Milan cinese formata da Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli è difficile da pronosticare. 
Quello che è certo è ci troviamo di fronte ad una delle più allucinanti storie di calcio dell’ultimo ventennio e dalla quale si spera che il diciottenne Donnarumma riesca a rimanere immune, non contagiato dai miasmi fetidi di questa sconcertante trattativa basata su richieste assurde e pretese insensate.

Il nodo clausola
Veniamo quindi al nocciolo della questione. Non contento della mega proposta di contratto messa sul piatto dalla dirigenza rossonera da quasi 5 milioni di euro netti l’anno (4,5 più bonus), per un sontuoso quinquennale che ne farebbe uno dei tre portieri più pagati al mondo malgrado Gigio sia appena maggiorenne, Mino Raiola traccheggia. Per convincere il suo assistito a controfirmare il contratto con il Milan pretende una clausola rescissoria. Fin qui, niente di male, se non fosse che la cifra fissata dal pretenzioso procuratore per lasciar partire Donnarumma il prossimo anno in caso di mancato accesso alla Champions League da parte del Milan è di appena 50 milioni. 

Richiesta insensata
Si, avete letto bene, la clausola che Raiola vuole inserire nel contratto è la metà rispetto a quella che ad esempio c’è sul contratto di Belotti al Torino, che però guadagna un terzo di quanto andrebbe a percepire Gigio. Non c’è bisogno di fare disegnini per evidenziare la clamorosa distonia: se tanto mi dà tanto, la clausola rescissoria per Donnarumma dovrebbe essere attorno ai 300 milioni di euro; se proprio si vuol essere accondiscendenti si può scendere alla metà, 150 milioni, ma mai di meno per un diamante purissimo come il portiere di Castellammare di Stabia. È la legge del mercato che lo impone. Ormai però l’abbiamo capito, l’ex pizzaiolo italo-olandese le leggi se le fa a proprio uso e consumo. Alla faccia del buon senso, del rispetto, del saper vivere e soprattutto dell’amore dei tifosi che, malgrado tutto, ancora stravedono per Gigione, il gigante buono rossonero.