Calcio - Serie A

Milan: che differenze con la Juve, anche lo sponsor Adidas chiede il conto

Dopo la firma del contratto decennale tra Milan e Adidas siglata nell’ottobre del 2013, il club di via Aldo Rossi ha imboccato un pericoloso declino, tanto che l’azienda tedesca sembra intenzionata a rinegoziare l’accordo da oltre 18 milioni annui. La nuova proprietą cinese obbligata all'acquisto di top players per ridare vita all’entusiasmo dei tifosi.

Un'immagine emblematica della stagione rossonera
Un'immagine emblematica della stagione rossonera (ANSA)

MILANO - C’è ancora qualcuno disposto a mettere in dubbio il fallimentare corso berlusconiano nell’ultimo quinquennio? Eccolo servito: infastidito dai modestissimi piazzamenti in campionato che di fatto hanno estromesso il Milan dall’Europa nel precedente triennio, anche lo sponsor Adidas pare intenzionato a reclamare. 

Era il 10 ottobre 2013 quando un impettito Galliani posava in posa con i vertici dell’azienda tedesca, il CEO di Adidas Group Herbert Hainer e l’amministratore delegato Adidas Italy Jean-Michel Granier, e insieme veniva annunciato al mondo il prolungamento decennale del contratto fino al 2023 per una cifra superiore ai 18 milioni di euro l’anno.

L’inizio del declino

Era un Milan che aveva già intrapreso la mortificante discesa verso il precipizio, ma questo Hainer e Granier non potevano saperlo, al contrario di Galliani che invece sorrideva beffardo davanti agli obiettivi dei fotografi. In quella sede si parlava di orgoglio, di successi sportivi, di voglia di scrivere nuove pagine della storia del calcio, di nozze d’argento da celebrare tra i due brand proprio nel 2023 (è del 1998 l’inizio di questa proficua collaborazione). Insomma c’era aria di festa e nulla lasciava presagire quanto sarebbe accaduto da lì a poco: un ottavo posto nel 2013-14, un decimo posto nel 2014-15, un settimo posto nel 2015-16 e un probabile sesto posto quest’anno. Praticamente un tracollo.

Che differenza con la Juve

Si sussurra addirittura che l’Adidas, per nulla soddisfatta del merchandising del club (soprattutto a fronte dei numeri offerti da altri club concorrenti), sia pronta a voler rinegoziare l'accordo con l’Ac Milan. La Juventus, per esempio, malgrado i quasi sei scudetti consecutivi e la doppia finale di Champions League negli ultimi tre anni, è gratificata da un contratto di poco meno di 23 milioni di euro. Eppure può vantare rispetto al Milan una quantità di magliette vendute praticamente doppia.

Urgono top players

Notizia tutt’altro che sorprendente: i tifosi della Juventus hanno solo l’imbarazzo della scelta, se acquistare la divisa di Higuain o quella di Dybala, di Mandzukic o Dani Alves, di Bonucci o di Marchisio, di Chiellini o di Pjanic, di Khedira o di Cuadrado. Il povero tifoso del Milan, anche volendo spendere quasi 100 euro per la gloriosa casacca rossonera, si troverebbe nella poco invidiabile situazione di dover scegliere tra Sosa o Vangioni, Lapadula o Bacca, Montolivo o De Sciglio. D’altronde la rosa del Milan, almeno per qualche altro mese è questa. Fortunatamente, ancora per poco.

Sviluppi commerciali

Il Milan di oggi, grazie alla nuova proprietà, sembra intenzionato ad avviare un importante sviluppo del brand in Cina, aprendo orizzonti impensati fino a qualche tempo fa sui mercati orientali. Un’idea che il presidente Li Yonghong pare seriamente intenzionato a implementare grazie alla collaborazione del fido braccio destro David Han Li e dell’amministratore delegato rossonero Marco Fassone. L’obiettivo è la costituzione di una società in Cina impegnata a trovare sponsor, ma soprattutto sviluppare merchandising e organizzare, assieme alle istituzioni, tornei giovanili e scuole calcio, sotto il marchio Milan. Naturalmente griffato Adidas. 

Il mercato

In questo modo il club di via Aldo Rossi conta di aumentare del 25% i ricavi della società e, a cascata, anche tutte le voci conseguenziali. Compresa quella relativa al mercato. Oggi l’obiettivo di Fassone e Mirabelli è quello di riuscire a portare finalmente qualche top player a Milanello. Con Belotti, Morata, Fabregas o Kessiè al Milan, allora si che i fans del diavolo potrebbero tornare a sognare, comprare massicciamente le magliette rossonere e fare felice il munifico sponsor tedesco.