9 marzo 2021
Aggiornato 07:30
Calcio - Serie A

Milan, quanti problemi per Montella in vista del Napoli

La marcia di avvicinamento a Milan-Napoli si annuncia complicata per mister Montella: innanzitutto la ricerca dei sostituti ideali di Romagnoli e Locatelli squalificati e poi il caso Niang, in preda ad un processo involutivo preoccupante.

MILANO - Quella che in ottica Milan rappresenta un’autentica sfida in ottica Champions, dall’altro fronte, quello napoletano, potrebbe significare estromettere quasi definitivamente la squadra rossonera dalla corsa ad uno dei primi tre posti in classifica. Ovvio che Milan-Napoli . in programma sabato sera a San Siro, anticipo della 21^ giornata del campionato italiano di calcio - conti tanto, tantissimo, vista la posta in palio.

Napoli in striscia

Il problema vero per i tifosi milanisti è che mentre i partenopei arrivano a Milano sulle ali dell’entusiasmo grazie ad una rincorsa sempre più imperiosa (ben cinque vittorie e un pareggio nelle ultime sei partite), la marcia dei ragazzi di Montella sembra non particolarmente fluida da un po’ di tempo a questa parte: nelle ultime quattro gare di campionato infatti, il Milan ha ottenuto i tre punti soltanto in un’occasione (contro il Cagliari in casa, peraltro al termine di un match bruttino vinto solo al 90’). Per il resto due pareggi (Atalanta e Torino) e una sconfitta (all’Olimpico contro la Roma).

Sogni di gloria

È indubbio che un’ulteriore battuta d’arresto per i rossoneri vorrebbe dire addio ai sogni di gloria in chiave Champions League e soprattutto un brusco ridimensionamento di ambizioni e programmi. Ecco perchè Vincenzo Montella, assediato da una serie di problemi e problemini da risolvere, è chiamato ad uno sforzo supplementare per riuscire a trovare in fretta le soluzioni giuste ai tanti contrattempi rossoneri.

Innanzitutto individuare i sostituti ideali di Romagnoli e Locatelli, asse portante della zona centrale del campo in casa Milan e squalificati dopo il pareggio in casa del Torino. 

Dubbio in difesa…

Per quanto riguarda la difesa, il primo nome della lista è quello di Gustavo Gomez, già protagonista all’andata al San Paolo (allora sostituì lo squalificato Paletta) e reduce da una prestazione tutta luci e ombre contro il Torino in Coppa Italia. Il paraguaiano ha già giocato accanto all’esperto difensore italo-argentino e quindi gode dei favori del pronostico, ma nelle ultime ore ha preso corpo l’opzione Zapata. Il colombiano, reduce da un brutto infortunio che l’ha tenuto fuori praticamente tutta la stagione, è l’unico difensore in rosa ad avere quelle caratteristiche di velocità, rapidità ed esperienza, indispensabili per tentare di frenare il tridente di piccoletti del Napoli formato da Callejon, Mertens e Insigne. È pur vero però che rischiare di gettare nella mischia un calciatore fermo da sei mesi pare un autentico azzardo. Nelle prossime ore Montella spera di avere l’illuminazione giusta.

…e a centrocampo

Discorso simile per quanto riguarda il centrocampo. L'assenza di Locatelli, l’unico regista in casa Milan dopo il grave infortunio occorso a Montolivo, è gravissima. Recentemente il giovanissimo talento rossonero, classe 1998, è stato sostituito sia da Bertolacci, contro l’Atalanta nell’ultima uscita rossonera prima della trasferta vittoriosa di Doha, che da Sosa in Coppa Italia contro il Torino. Nessuno dei due ha deluso del tutto, ma neppure convinto appieno, a conferma di quanto Montella sia ancora alla ricerca della soluzione giusta.

Il caso Niang

Last but not least, il problema Niang. L’attaccante francese vive un momento decisamente critico: messo in campo negli ultimi dieci minuti lunedì sera a Torino è stato semplicemente imbarazzante, tanto da suscitare la classica domanda «perchè Montella l’ha messo in campo?»

Pigro e indolente è riuscito a fare imbestialire l'allenatore rossonero in appena 10 minuti di gioco: testa bassa, nessuna interazione con i compagni, avvitamenti su sè stesso, quello che oggi M’Baye Niang riesce a offrire alla causa è un campionario di tutto il peggio che si possa vedere su un campo di calcio. Eppure basterebbe poco per restituirgli energia, vitalità e fiducia: magari un bel gol - meglio se decisivo - contro il Napoli.