15 dicembre 2019
Aggiornato 22:00
Calciomercato Milan

Kolasinac, il colpo Juve che poteva essere del Milan

L’indiscrezione che non ti aspetti: pare che Fassone e Mirabelli avessero già convinto il mancino bosniaco ad accettare la corte del Milan. La trattativa si è poi arenata per l’ennesimo slittamento del closing ed ora il terzino dello Schalke 04 è vicino alle firme con la Juventus.

MILANO - Quanti danni ha fatto questo stucchevole e massacrante procrastinarsi del closing. La trattativa per la cessione del Milan al consorzio cinese Sino-Europe Sports, avviata con le prime firme sull’accordo stipulato nei primi giorni di agosto, si è scontrata con una serie indicibili di difficoltà che hanno provocato uno slittamento dopo l’altro, tanto che ancora adesso, dopo ben 200 milioni già versati dai futuri proprietari asiatici alla Fininvest, non è ben chiaro se e quando il Milan diventerà cinese.

Quanti scippi

In questo quadro che i tifosi iniziano a non riuscir più a metabolizzare, continuano a venir fuori fuori indiscrezione su tutto quello che sarebbe potuto succedere e che invece probabilmente non succederà. L’ultima voce arriva da Torino dove i bianconeri, dopo aver soffiato al Milan negli ultimi mesi gente come Pjaca, Bentancur, Caldara (solo per citare i più nomi più eclatanti) si appresta a chiudere con un altro calciatore che la futura dirigenza rossonera (l’amministratore delegato in pectore Marco Fassone ed il prossimo direttore sportivo Massimiliano Mirabelli) aveva già provveduto a contattare e bloccare per il club via Aldo Rossi.

Accordo sfumato

Si tratta di Sead Kolasinac, terzino sinistro dello Schalke 04, ormai vicinissimo a firmare per la Juventus di Max Allegri. Ebbene, il mancino bosniaco qualche mese fa era stato avvicinato dai due uomini mercato di Sino-Europe Sports e convinto ad accettare la proposta del Milan. Peccato che l’ennesimo slittamento del closing abbia fatto slittare anche questo affare, costringendo i tifosi milanisti a guardare con sofferenza gli avversari chiudere colpi che sembravano alla portata del club rossonero. Un’altra insopportabile eredità di questa precarietà societaria che rischia di compromettere l’ottimo lavoro svolto fin qui da Montella e dai suoi ragazzi.