18 gennaio 2020
Aggiornato 08:00
Torna la pace alle Frecce d'argento

Mea culpa Mercedes: «Aveva ragione Lewis Hamilton a ribellarsi»

Clamoroso dietrofront dopo il ritiro di Nico Rosberg. Il team principal Toto Wolff si rimangia gli attacchi al suo pilota che aveva ignorato gli ordini di scuderia: «Abbiamo preso una decisione sbagliata, dovevamo lasciarlo correre»

Lewis Hamilton e Toto Wolff
Lewis Hamilton e Toto Wolff Mercedes

ROMA – Come cambiano le cose in pochi giorni. Poche ore dopo l'atto conclusivo della stagione 2017, il Gran Premio di Abu Dhabi, Toto Wolff era infuriato con Lewis Hamilton, colpevole di aver ignorato gli espliciti ordini di scuderia: «L'anarchia non funziona in nessun team e in nessun'azienda. Dobbiamo valutare la situazione e trarne le dovute conseguenze: tutto è possibile». Oggi, a distanza di due settimane, il team principal della Mercedes si rimangia tutto. Anzi, si cosparge addirittura il capo di cenere: «Nell'intensità del momento, a volte si prendono decisioni sbagliate – ha confessato ai microfoni di Sky Sport inglese – Nella nostra mente, dal nostro punto di vista, quella gara valeva lo stesso numero di punti di tutte le altre e quindi volevamo vincerla, ma non consideravamo che per i piloti c'era molto di più in ballo. Visto come stava andando la gara, avremmo dovuto comunicare diversamente e, con il senno di poi, avremmo dovuto lasciarli correre nel modo che ritenevano più appropriato».

Retromarcia
A far cambiare idea al boss delle Frecce d'argento, naturalmente, è stato l'inaspettato ritiro del campione del mondo Nico Rosberg, che ha lasciato Lewis Hamilton come unico leader superstite del team. Dunque, non ha più molto senso punirlo, per difendere un pilota che non fa più parte del team: «Ci abbiamo messo una pietra sopra – taglia corto il presidente Niki Lauda – Non abbiamo alcun problema sul modo in cui ha corso». Più diplomatica è la dichiarazione di Wolff: «È comunque una questione che andrà discussa al nostro interno – ha dichiarato all'agenzia di stampa tedesca Dpa – Ma dopo gli eventi degli ultimi giorni, la questione non ha più la stessa priorità. Una cosa, comunque, è certa: il prossimo anno vogliamo compiere un passo avanti sul fronte dei valori, della filosofia di gara, e da questo punto di vista abbiamo molto da imparare da ciò che è accaduto ad Abu Dhabi. Nelle prossime settimane ci siederemo a un tavolo per trovare un buon punto di partenza e, soprattutto, una situazione chiara per entrambi i piloti».

Tutto intorno a Hamilton
Insomma, la nuova priorità della Mercedes non è tanto quella di far rispettare le gerarchie, quanto piuttosto quella di mantenere in squadra il tre volte campione del mondo, che già dopo il Gran Premio di Spagna minacciò di andarsene: «È stato un pilastro per i successi del team – ammette Wolff – Da quando è arrivato lui è cambiato tutto e lui ha giocato un ruolo fondamentale. È molto importante che mantenga una buona posizione. E uno dei fattori che considereremo saranno proprio le dinamiche tra i due piloti». Da adesso in poi, comanda Lewis.