18 maggio 2024
Aggiornato 21:30
Calcio - Serie A

Derby Milan: la nota stonata non è il pareggio al 92’

Tante le note positive di un derby sfumato proprio all’ultimo respiro, ma l’atteggiamento del Milan si presta a più di una critica, soprattutto per gli ultimi 20 minuti del match affrontati praticamente rinunciando a giocare. Le statistiche impietose dovrebbero invitare Montella ad una riflessione generale sull’atteggiamento della squadra.

MILANO - «Abbiamo giocato una grandissima partita sotto il profilo dello spirito di gruppo. Stiamo crescendo molto in questo senso, mi spiace per i ragazzi, ma credo debbano avere la forza di andare a dormire più sorridenti degli avversari per lo spirito che sono riusciti a trasmettere nel derby contro l’Inter». Il pensiero di Montella è chiaro: nel dubbio se vedere il bicchiere mezzo pieno per aver mantenuto i nerazzurri a distanza di sicurezza (ancora 8 punti tra i due club) e quello mezzo vuoto per aver visto sfumare un successo prezioso all’ultimo respiro (il pareggio di Perisic al 92’), meglio tenersi care tutte le sensazioni positive.

Tante note positive

Che sono indubbiamente tante: dallo spirito di sacrificio messo in campo dai calciatori del Milan alla capacità di reggere all’onda d’urto della corazzata interista; senza trascurare l’ottimo rendimento del fin qui oggetto misterioso Gomez in difesa, di un ritrovato e battagliero Bacca assistman per la seconda rete rossonera, del sempre più leader Bonaventura e naturalmente dell’autentico protagonista del derby, Jesús Joaquín Fernández Sáez de la Torre, meglio noto come Suso, prezioso con la sua doppietta.

Numeri impietosi

Sarebbe delittuoso - e anche altamente irresponsabile - però per lo staff tecnico rossonero fermarsi a questo punto dell’analisi e tralasciare gli aspetti tutt’altro che incoraggianti mostrati dal Milan nel derby. Aspetti confermati dai numeri impietosi che vanno al di là del risultato finale di 2-2. Partiamo dal possesso palla, bloccato su un 34,7% del Milan e un 65,7 dell’Inter; per scivolare ai tiri in porta (10 contro 21), ai calci d’angolo (1 contro 8) e i cross su azione (4 contro 34). 

Cifre che disegnano una superiorità imbarazzante da parte dei ragazzi di Pioli, non evidente nelle occasioni da rete in discreto equilibrio, ma comunque preoccupante per quello che è stato - e non dovrà più essere in futuro - l’atteggiamento del Milan.

Atteggiamento remissivo

A monte c'è un chiaro errore tecnico-tattico: le sostituzioni conservative di Montella (dentro Mati Fernandez, Lapadula e Pasalic per Bacca, Niang e Bonaventura), finalizzate al mantenimento del risultato, hanno prodotto come unico e deprimente risultato quello di assistere ad un autentico assedio interista negli ultimi 20 minuti con il Milan mai capace di superare la linea di metà campo. La storia del calcio ci insegna che, con premesse del genere, il gol alla fine si prende, cosa puntualmente avvenuta all’ultimo respiro di un derby comunque emozionantissimo.

Le riflessioni di Montella

Vincenzo Montella è una persona troppo intelligente per capire che è esatto impostare una partita assecondando le caratteristiche tecniche dei propri giocatori ed è corretto anche giocare di rimessa, aspettare gli avversari nella propria metà campo e ripartire con cinismo e cattiveria. Ma decidere consapevolmente di rinunciare a giocare, come fatto nella seconda metà della ripresa del derby, è una colpa imperdonabile, perchè senza organizzare uno straccio di manovra di alleggerimento, è difficile reggere fino alla fine all’onda d’urto di una squadra con quattro attaccanti di ruolo e un disperato bisogno di punti come l’Inter.

Serve personalità

E allora oggi, all’indomani di un derby comunque soddisfacente, è indispensabile che l’allenatore rossonero faccia tesoro di quanto visto a San Siro. Va bene la giovanissima età di tanti rossoneri, ma una squadra che mira all’Europa che conta dovrebbe fare sfoggio di una personalità che ieri purtroppo si è vista troppo poco.

Peccato, perchè con una vittoria nel derby, il Milan avrebbe definitivamente estromesso l’Inter (che sarebbe scivolato a 11 punti) dalla corsa all’Europa. Vorrà dire che sarà per la prossima stracittadina.