31 maggio 2020
Aggiornato 20:00
Anche Andrea lascia il suo team

Iannone batte Rossi e il dolore. E il suo addio alla Ducati è gelido

Un podio conquistato con grinta, quello del Maniaco alla sua ultima gara con la Desmosedici, a Valencia. E, al traguardo, il pilota di Vasto si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «Non ho sentito molto calore, anzi del distacco»

L'ultima foto di gruppo di Andrea Iannone con la Ducati
L'ultima foto di gruppo di Andrea Iannone con la Ducati Michelin

VALENCIA – Più forte di tutto. Della griglia di partenza che lo vedeva solo in settima posizione, del dolore alla schiena ancora vivo per il recente infortunio e perfino di sua maestà Valentino Rossi che negli ultimi giri gli ha fatto sudare sette camicie con i suoi attacchi. Ma Andrea Iannone ce l'ha fatta. Grazie ad una partenza a razzo e ad un duello finale con il coltello tra i denti, ha salutato la Ducati con un altro podio, il terzo posto nel Gran Premio di Valencia. «Per me è stata una gara difficilissima, perché nella seconda metà sentivo molto dolore e non avevo l'energia per frenare al massimo – racconta – Quando ho letto sul cartello dei box che mancavano ancora 16 giri ho pensato: 'Non ce la faccio, è impossibile'. Invece mi sono concentrato al 100% e ho guidato bene. La moto andava bene, anche se in curva la Yamaha era più forte. Ho ragionato, quando mi sono trovato davanti ho avuto tempo di rilassarmi e di ridurre il mio passo. E, quando Vale mi ha superato, ho accelerato un po' di più per ripassarlo. La battaglia con lui è stata grandiosa».

Saluto con freddezza
Al termine della sua ultima gara in sella alla Desmosedici, dunque, nelle parole del Maniaco c'è soddisfazione per il risultato importante, ma anche un po' di rammarico a livello umano. «Questo podio è importantissimo, visto che sono tornato dall'infortunio solo nella gara scorsa – prosegue il pilota di Vasto – Avevo promesso alla Ducati che avrei dato il massimo in questi ultimi due GP. Ma da loro non ho sentito molto calore, anzi un po' di distacco. Non mi hanno fatto mancare nulla, ma psicologicamente la situazione è stata difficile: io mi affeziono molto alle persone e ci soffro. Come un innamorato lasciato? Forse, io sono cresciuto qui, quando nessuno voleva venire: è un po' come quando cresci con un amico e poi non lo vedi più... Io osservo tanto, vedo tutte le persone che mi circondano: parlo poco, ma capisco molto». Un'accusa che il direttore generale Gigi Dall'Igna non raccoglie: «Non gli ho parlato, se ci sono polemiche vorrei smorzarle, noi abbiamo dato a Iannone tutto il sostegno possibile e posso solo fargli i complimenti, sia per la gara che per tutto quello che ha dato alla Ducati in questo periodo».

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