7 dicembre 2019
Aggiornato 07:30

Milan, i numeri impietosi che inchiodano Galliani

La sconfitta rotonda subita dal Milan costringe ancora una volta l’ad rossonero sotto i riflettori della critica: la rosa a disposizione di Montella non sembra qualitativamente all’altezza e i nuovi acquisti, costati complessivamente quasi 30 milioni di euro, continuano a vivacchiare tra panchina, tribuna e infermeria.

MILANO - D’accordo, sparare sulla Croce Rossa è troppo facile. Così come è ingeneroso infierire sui protagonisti rossoneri dopo la disfatta di Genova che di fatto ha riportato il Milan sulla terra, costringendolo a precipitare dall’altezza siderale alla quale era arrivato dopo l’inattesa vittoria contro la Juventus. Però è inevitabile tornare a fare qualche riflessione sul capitale umano a disposizione di Vincenzo Montella, perchè è vero che il tecnico ci ha messo del suo nella sconfitta contro i grifoni rossoblu con una serie di scelte ai confini dell’autolesionismo, ma è altrettanto innegabile che le risorse a sua disposizione sono quelle, c’è poco da inventarsi.

Turnover o giochi di prestigio?

Forse proprio per questa ragione l’allenatore del Milan avrebbe dovuto rinunciare a giochi di prestigio camuffati da turnover (Poli fuori ruolo al posto di Abate e il sempre più stordito Honda in vece dell’insostituibile Suso) ed evitare di offrire il fianco alle scorribande genoane. Quello che però sembra fin troppo evidente è che ancora una volta parliamo sempre e solo della vecchia guardia rossonera, dei calciatori acquistati in estate da Adriano Galliani continua a non esserci traccia.

Nessuna traccia dei nuovi

Tanto per non essere tacciati di poca obiettività, snoccioliamo un po’ di numeri perchè su quelli non si può discutere. Ebbene dei sei nuovi acquisti arrivati nel corso dell’ultima estate, ben tre (Pasalic, Mati Fernandez e Vangioni) non hanno mai visto il campo; gli altri tre sono stati utilizzati dal tecnico Montella per scampoli di partita ma senza mai riuscire a convincere l’allenatore rossonero a puntare forte su di loro. Il paraguaiano Gustavo Gomez, il più utilizzato dei nuovi, ha giocato 252 minuti; l’argentino Josè Sosa ne ha totalizzati 179, mentre Gianluca Lapadula appena 160. Se consideriamo il minutaggio totale dell’intera rosa rossonera, 10.576 minuti giocati, il calcolo è preso fatto: gli innesti estivi del Milan hanno inciso finora per il 5,58 % del tempo disponibile. Senza tenere in considerazione la qualità - sempre piuttosto discutibile - delle loro prestazioni. 

27 milioni spesi male

Ma se almeno Vangioni, arrivato a parametro 0 dal River Plate, e Pasalic, in prestito dal Chelsea, sono costati 0 come il loro rendimento in campo, gli altri hanno inciso - e non poco - sul bilancio rossonero. Lapadula  è stato pagato 9 milioni, Gomez 8,5 milioni, il principito Sosa 7,5 milioni e perfino Mati Fernandez (ancora mai visto allenarsi a Milanello) ha costretto Galliani ad un esborso di quasi 2 milioni tra prestito e riscatto già fissato. Stiamo parlando di circa 27 milioni di euro sperperati per degli onesti panchinari dei quali il Milan avrebbe potuto fare tranquillamente a meno e che, almeno fino a questo momento, non hanno aggiunto una virgola al tasso tecnico e qualitativo della squadra.

Quella domanda senza risposta

A questo punto la domanda nasce spontanea: anzichè buttare dalla finestra quei pochi milioncini a disposizione per portare a Milanello una sfilza di giocatori di dubbio valore e ancor più inconsistente utilità, non sarebbe stato meglio puntare forte su un solo giocatore capace di entrare immediatamente nelle rotazioni di Montella e rivelarsi prezioso per il prosieguo della stagione rossonera? 

Ai posteri l’ardua sentenza, ma noi un’idea ce la siamo già fatta.