8 marzo 2021
Aggiornato 06:30
La ricetta dell'imprenditore piemontese per Maranello

Flavio Briatore stronca la Ferrari: «Cosa deve fare per riprendersi»

L'ex team manager di Benetton e Renault scatenato sulla Rossa: «Inutile esaltarsi per la rimonta di Vettel a Singapore: quest'anno non ci siamo, non arriverà neanche seconda. Vinse solo portandomi via gli ingegneri»

Flavio Briatore ai tempi della Renault
Flavio Briatore ai tempi della Renault

SINGAPORE – La rimonta di Sebastian Vettel dall'ultimo al quinto posto a Singapore? Per questa Ferrari in crisi può al massimo rappresentare un contentino, che però non cancella tutti i problemi emersi in questa stagione. Insomma, guai a farsi prendere dai facili entusiasmi: «Inutile esaltarsi: è normale che finisca quinto dall'ultima fila, come che Hamilton parta in fondo e chiuda terzo. Dove sarebbe dovuto arrivare con una Ferrari? Adesso ci sono solo tre team, una volta ce n'erano 12-13». Questi giudizi così duri (ma, tutto sommato, non lontani dalla verità) giungono da Flavio Briatore, ex team manager pluri iridato con la Benetton di Michael Schumacher prima e con la Renault di Fernando Alonso poi: «Ferrari, non ci siamo – ha tuonato ai microfoni di La politica nel pallone, la rubrica di Gr Parlamento dedicata allo sport su Radio Rai – Se vuole competere per il Mondiale dovrebbe cominciare a vincere un Gran Premio quando la Mercedes ha dei problemi, e invece credo che non arriveremo neanche secondi. È un anno così, non ci siamo. Nei circuiti tecnici e aerodinamici anche la Red Bull le sta davanti».

L'Italia non basta più
L'imprenditore piemontese, però, non si limita a fare una precisa diagnosi dei mali della Rossa, ma propone anche una cura. Che, a dire la verità, continua a predicare inascoltato ormai da parecchio tempo: «Lo dico da anni, alla Ferrari sono sempre stati grandi motoristi, ma non ha cultura di telaio o aerodinamica. Ricordiamoci che quando cominciarono a vincere tutto a Maranello è perchè mi portarono via 15 ingegneri dalla Benetton. Deve avere un'antenna tecnologica in Inghilterra: le consiglio di aprire un bel capannone in mezzo a Red Bull, McLaren e Williams. Allora sarebbe più facile convincere gli ingegneri a lavorare per il Cavallino: le mogli non dovrebbero cambiare casa, i figli continuerebbero ad andare nelle loro scuole. La Ferrari che vince dà un altro sapore alla F1, perché è la F1 che ha bisogno della Ferrari».

Il pilota migliore? È Verstappen
Anche sul fronte piloti le scelte di Maranello non sembrano convincere Flavio Briatore. Oggi, infatti, il talento che più lo colpisce non è Sebastian Vettel, ma il gioiellino della Red Bull Max Verstappen: «È un fenomeno, è un talento, è come vedere Alonso all'inizio. È inutile insistere sui vecchi, ci vogliono dei ragazzi come Verstappen. Rosberg mi piace ultimamente, sembra che abbia messo la testa a posto. Hamilton è un po' dj, un po' rapper, ma ha grande talento: se vuoi vincere però devi concentrarti solo una cosa. Se fossi in lui, mi occuperei un po' meno di musica e più di F1». Un ultimo parere controcorrente Briatore lo dispensa per il recente passaggio di mano della Formula 1 al gruppo americano Liberty Media: «La nuova proprietà in questo momento è molto strana, hanno versato solo 700 milioni, gli altri soldi saranno cambi di azione, però nessuno parla del prodotto F1. Fra i team ci sarà una resa dei conti, è tutto da rivedere, ma nessuno si preoccupa che la F1 non attira più e ha regole talmente strane che la gente non capisce. Gli americani, secondo me, devono mettere mano al portafogli e cercare di sistemare il prodotto. E poi hanno bisogno di tenere Bernie (Ecclestone, l'attuale patron, ndr): nel giorno in cui non c'è più lui tre o quattro team se ne vanno. È una piattaforma in cui solo uno guadagna e gli altri perdono. Non va bene».