23 febbraio 2024
Aggiornato 21:30
Calcio - Serie A

Milan: ora Montella minaccia i senatori

La sconfitta imprevista contro l’Udinese ha scatenato la rabbia dei tifosi ma anche dell’allenatore rossonero che ha chiamato a rapporto la squadra e soprattutto i senatori. Da oggi i vari Montolivo, Abate, De Sciglio, Bacca e compagnia dovranno guadagnarsi il posto in squadra.

MILANO - Uno dei principali insegnamenti che abbiamo ricevuto fin da bambini è che dalle sconfitte si può imparare molto e quindi crescere. A pensarci bene è l’unica speranza rimasta ai sempre più disperati tifosi rossoneri, parzialmente rassicurati dall’imminente arrivo della nuova proprietà cinese con nuovi fondi da investire, ma sempre più inquieti di fronte a un presente tutt’altro che roseo.

Sembra però essere l’ultima speranza anche per Vincenzo Montella, anche lui uscito malconcio dall’imprevista sconfitta interna subita domenica scorso a San Siro dal Milan contro l’Udinese.

Inizio shock

È indubbio che le aspettative nei confronti di questo inizio stagione non fossero elevatissime visto il mercato scadente e - secondo alcuni - perfino irriguardoso nei confronti del popolo rossonero, ma incassare due sconfitte in tre partite, parzialmente ripulite da una vittoria arrivata però solo grazie al miracolo al 94’ di Donnarumma sul rigore a Belotti contro il Toro, non era in preventivo. Nemmeno prestando ascolto al pessimismo cosmico che regna attorno al mondo Milan ormai da troppo tempo.

Le responsabilità dei calciatori

Vincenzo Montella, in balia della tempesta ma per nulla disposto a lasciarsi travolgere, all’indomani della scoppola contro i friulani ha immediatamente tenuto a rapporto la squadra, richiamando all’ordine i suoi per un approccio alla gara non proprio esemplare.

Non che l’allenatore rossonero sia esente da colpe nella gestione discutibile del match (abbiamo già analizzato gli errori di Montella nella scelta degli undici titolari e perfino dei cambi sbagliati e in ritardo), ma in via Aldo Rossi è stata apprezzata la scelta del mister di scuotere i calciatori rossoneri e metterli una volte per tutte di fronte alle loro responsabilità.

Senatori sotto accusa

Il riferimento è soprattutto agli «anziani» della squadra, i vari Montolivo, Abate, Bacca, Bonaventura, De Sciglio, Poli, Honda etc. etc., tutti coloro insomma che all’interno dello spogliatoio rivestono un ruolo di importanza e spessore grazie all’età anagrafica oppure alla lunga militanza al Milan.

Sono proprio quelli che incarnano la vecchia guardia rossonera a rappresentare oggi la maggiore delusione per il tecnico e per i tifosi.

Capitano mio capitano

Capitan Montolivo è un oggetto misterioso in campo, sempre più intenditore e bravo a recuperare palloni, ma altrettanto inefficace nella costruzione del gioco e nella capacità di far girare palla. Caratteristica che lo pone in una evidente condizione di disagio rispetto al ruolo richiestogli, quello di regista della squadra. Condizione simile a quella dei due terzini cresciuti nel vivaio del Milan, Abate e De Sciglio, in una condizione fisica e psicologica decisamente rivedibile. E a questo proposito di infittisce il mistero sul giovane Mattia, protagonista di un eccellente Europeo con la nazionale di Conte, ma di nuovo sprofondato nelle sabbie mobili di timidezza ed insicurezza una volta tornato a Milanello.

Il rischio e la speranza

Il messaggio di Vincenzo Montella ai suoi è stato forte e chiaro: da adesso in poi nessuno sarà più sicuro del posto in squadra, i nomi non conteranno più nulla, in campo andranno quelli che durante la settimana di allenamento daranno maggiori garanzie e dimostreranno attaccamento alla maglia, passione ed entusiasmo. La speranza però è che poi l’allenatore del Milan sia pronto a mettere in atto questa minaccia. Chissà che un po’ di sana panchina non riesca a dare la sveglia ai senatori e magari anche consentire di scovare qualche nuovo talento tra i giovani rossoneri o magari tra quelli fin qui più in ombra. Al momento appare l’unica opzione per tentare di salvare una stagione che altrimenti rischia di essere compromessa già a Natale.