25 febbraio 2020
Aggiornato 02:00
Cessione Milan

Milan ai cinesi: tutto in 48 ore

Entro le prossime 48 ore è atteso il versamento da parte della cordata cinese degli 85 milioni nelle casse della Fininvest che andrebbero ad aggiungersi ai 15 già versati ad agosto. Si tratterebbe della mossa decisiva per fugare ogni legittimo dubbio ancora in piedi sulla credibilità e affidabilità dei potenziali nuovi proprietari dell’Ac Milan.

MILANO - Difficile immaginare lo stato d’animo in queste ore tra Arcore, gli uffici di via Paleocapa e quelli ai piani alti di via Aldo Rossi: da qui ai prossimi due/tre giorni dovrebbe arrivare sui conti della Fininvest la seconda tranche della caparra di 85 milioni (i primi 15 sono già stati versati ad agosto) grazie ai quali il Milan cinese potrebbe diventare a tutti gli effetti qualcosa di molto concreto.

Dubbi cinesi

Perché questo versamento sia considerato pressochè fondamentale per lo sviluppo delle operazioni è facile a dirsi. Finora i nuovi probabili acquirenti del club rossonero hanno versato nelle casse di Silvio Berlusconi appena 15 milioni, una miseria rispetto al miliardo abbondante che dovrebbe costare tutta la transazione. Con un’esposizione fin qui tanto irrisoria è comprensibile avere ancora qualche dubbio sulle reali intenzioni della misteriosa cordata di Pechino.

Anche perché le notizie che continuano a rimbalzare dall’estremo oriente descrivono una sensazione generale di ottimismo nei confronti del buon esito del passaggio di proprietà ma contestualmente non chiariscono i numerosi dubbi sulla reale portata e le oggettive potenzialità di questo fantomatico consorzio cinese.

Come Mr. Bee

Innanzitutto quelli su colui che viene considerato il leader della cordata, Yonghong Li, il manager già fotografato accanto al suo braccio destro Han Li intento a suggellare con una stretta di mano a Silvio Berlusconi l’accordo raggiunto. Ebbene, l’uomo d’affari cinese non sembra granché conosciuto nel suo paese, soprattutto non è ben chiaro l’ammontare del suo patrimonio personale. Si configura infatti l’ipotesi che Yonghong Li sia semplicemente un collettore di denaro, più o meno quanto si diceva a suo tempo di Bee Taechaubol, ed è proprio per questo - oltre al fatto che continua a non trapelare nulla sugli altri ipotetici investitori - che su tutta l’operazione grava ancora una cappa di cupo mistero.

85 milioni di speranza

È ipotizzabile che quella venuta fuori finora sia solo la punta dell’iceberg cinese e che con l’andare avanti delle operazioni possano essere svelati pian piano tutti i nomi forti della cordata. Se però ad oggi è lecito avere ancora qualche perplessità sul buon esito della transazione, dopo un ulteriore versamento di 85 milioni (100 milioni totali) la marcia indietro da parte degli acquirenti, tanto temuta in ambito rossonero, perderebbe di significato. Ecco la ragione per cui in queste ore a Milano si vive una tensione palpabile, status che potrebbe trasformarsi in euforia qualora arrivassero i soldi tanto attesi oppure depressione in caso di ennesimo flop. I tifosi del Milan stanno incrociando le dita, Silvio Berlusconi pure.